Signori e Signori, la scuola fa acqua.
Miei cari amici
vicini e lontani
ovunque voi siate,
è meglio che sappiate
la scuola è fatta a brani
e peggio forse d’oggi
sarà il nero domani.
E’ allarme scuola dunque?
Non se ne esce. Siamo ultimi, forse penultimi dei migliori o primi dei peggiori?
Non si trova il rimedio, si dice, e sembra che pure i professori, un tempo fieri e austeri custodi del sapere, adesso siano impietosamente accusati di colpevole inedia.
Ma la cosa è più seria, specialmente se teniamo conto di qualche evidenza innegabile.
I titoli di studio sono svuotati di ogni significato, i laureati e i diplomati sono senza prospettive.
La scuola ha subito la tracimazione delle intermittenti e rapsodiche riforme fioroniane e vaga nelle nebbie come la nave di Gordon Pym.
La scuola non è più di èlite, e l'istruzione di massa ha un costo anche culturale.
…E come se non bastasse…
Le famiglie hanno chiuso per rinnovo attività.
Le autorità scolastiche stanno a Youtube come il cacio sta sui maccheroni.
Le attività preferiti di alcuni ragazzi sono: messaggiare, palestrarsi e sballare.
E ci sono anche altri problemi non trascurabili: ad esempio la moralità pubblica è in nero-abbronzato manco fosse stata nell’Isola dei famosi..
La credibilità dell’azione politica è in crisi mistica e contempla le mazurke dei gerontosenatori con la cupidigia delle dame di corte di MariaAntonietta (ha da cascà ‘sta capoccia).
Invece di occuparsi dei problemi sociali si gioca a sette e mezzo con le riforme elettorali (sette erano i nani…)
La diffusione di modelli culturali sta facendo gli esercizi spirituali con Benigni.,
Insomma detto ciò … e tutto considerato come si fa a prendersela con la scuola?
E detto per assurdo, ma non tanto, la scuola va anche troppo bene.
E poi smettiamola con i luoghi comuni.
Mi permetto di esporre una sintetica analisi che vola radente rispetto alla realtà.
I ragazzi e gli adolescenti del nostro tempo non sono, a mio parere, assolutamente da buttare ed elenco ciò che i nostri fanno (e sanno fare bene) e che fino a pochi decenni fa i corrispettivi adolescenti di allora manco si sognavano di sperimentare:
1. Sanno muoversi da soli. Viaggiano, prendono treni e aerei, scelgono tariffe e sono falchetti della vacanza all’estero.
2. Fanno facilmente amicizia con ragazzi delle più varie culture, religioni, etnie e sanno rispettarsi e aiutarsi
3. Non soffrono di timori reverenziali ma affrontano gli adulti (a volte esagerano… ma si possono fronteggiare)
4. A parte i soliti quattro imbecilli, che finiscono sui telegiornali, danno solidarietà ed affetto ai compagni portatori di handicap che ora frequentano le loro stesse scuole (una volta erano scartati in partenza)
5. Sono belli perché amano la salute fisica, si curano, fanno sport
6. Sono affettivamente attivi, dialogano e non fanno idiote battute sull’altro sesso
7. Generalmente rispettano i principi della tolleranza
8. Hanno una discreta educazione sessuale (certo si dovrebbe fare di più)
9. Imparano volentieri le lingue straniere
10. Conoscono benissimo le nuove tecnologie
11. Cercano prestissimo lavoro perché vogliono essere autonomi
12. In loro il lecchinaggio, il servilismo e l’ipocrisia nei confronti degli adulti sono in continua diminuzione
13. Spesso fanno da spalla a genitori spappolati da crisi di ogni genere (dal mobbing alle triangolazioni affettive) e... "reggono": non si sa come.
14. Sopravvivono ai quattro salti in padella e a quant'altro ammanisce la refezione casalinga di papà-e-mamma pendolari.
15. Crescono, nonostante tutto, all'insegna della pedagogia fai-da-te.
Insomma a potremmo continuare, perchè non è giusto considerarli tutti giovinastri o teppisti.
E se è vero che ci sono i cosiddetti bulli e i violenti, ma è anche vero che quelli sono in evidenza, di loro si parla, e le loro azioni sono quelle sbandierate dai media.
Dei ragazzi normali, più o meno buoni, più o meno trasgressivi, ma che rientrano nella media accettabile e quotidiana non si parla.
Educarli è difficile, perché sono nati con gli occhi aperti e sono tendenzialmente provocatori.
E’ difficile, ma si può e si deve fare.
E’ vero anche che devono studiare di più.
Però forse sarebbe il caso di dargliene anche un buon motivo. E se non si risolve la questione dello sviluppo dell’occupazione sarà arduo riconvertirli all’amor dello studio fine a se stessi.
Un po’ di pratico pragmatismo serve anche nell’educazione.