I bambini rom sono bambini, sono solo bambini, per loro valgono, devono valere, gli stessi principi, gli
stessi diritti, le stesse attenzioni che dedichiamo a tutti i loro coetanei. Ma non vivono, come gli altri bambini, in una casa bella o meno bella, felice o meno felice anche se dignitosa: vivono nei campi, nelle baracche e nella roulotte. Non sono vestiti con cura, puliti e spensierati: indossano stracci recuperati, sono arruffati e sporchi, contano continuamente le monete che riescono a raccogliere nel bicchierino di plastica. Stanno per strada, buttati ai semafori, nella metropolitana, circondano i passanti in gruppi: ma non giocano, non studiano. Questo è sotto i nostri occhi. Questo è uno scandalo di cui anche la società in cui viviamo è colpevole.
A volte, i bambini rom, molti dei quali non hanno nemmeno un’identità, soffrono. E molto di più dei loro coetanei altrimenti perché chiederebbero, come chiedono insistentemente, soldi per mangiare, per il fratellino, perché la mamma è malata, perché sono scappati dalla guerra? E comunque vivono, comunemente, in condizioni che nessuno vorrebbe per i propri bambini. Li vediamo sui marciapiedi esposti ad ogni pericolo (compresa la pedofilia: I redattori di Famiglia Cristiana hanno mai pensato a cosa può accadere quando il ragazzino o la ragazzina rom si avvicina alle auto ferme al semaforo? Sanno che non tutti gli automobilisti se ne vanno o allungano la moneta? O pensano che per le nostre strade siano percorse solo da buone suorine?). Questi bambini subiscono violenze che li costringono all’accattonaggio mentre dovrebbero essere a scuola, e al furto mentre dovrebbero essere a giocare al mare o a spasso e al parco giochi con i genitori e i nonni. Come tutti i bambini.
Ho smesso da tempo di pensare che basta definirsi cristiano per esserlo; non basta e lo sappiamo tutti. E l’attacco di Famiglia Cristiana, preannunciato nelle anticipazioni al prossimo numero e apparso oggi sul web, ha tutta l’aria di essere pretestuoso e poco cristiano.
Famiglia Cristiana non chiede spiegazioni, non cerca di capire se il progetto di Maroni possa essere utile, come il ministro dice dovrebbe essere: Famiglia Cristiana attacca, a testa bassa, di razzismo e scrive: ''Alla prima prova i ministri 'cattolici' del Governo del Cavaliere escono bocciati, senza appello. Per loro la dignità dell'uomo vale zero. Nessuno che abbia alzato il dito a contrastare Maroni e l'indecente proposta razzista di prendere le impronte digitali ai bambini rom''.
E questa potrebbe intenzionalmente essere solo un’opinione: violenta e accusatoria senza prove, ma un’opinione.
Diversa invece l’intenzione appare quando, vedi caso…, l’editoriale prosegue "buttandola in caciara" (come si dice a Roma dove questi fatti sono di grande evidenza) sull’assegnazione delle poltrone e degli incarichi e, molto maldestramente viene allo scoperto affermando: “E' emblematico il silenzio della nuova presidente della Commissione per l'infanzia, Alessandra Mussolini (non era piu' adatta Luisa Santolini, ex presidente del Forum delle famiglie?)”. Come dire... eccolo il velen dell'argomento!
Un briciolo di equilibrio e di obiettività ci dice che è razzismo anche marchiare i cognomi e le famiglie, che Alessandra Mussolini è da tempo, e nonostante Famiglia Cristiana, in lotta in difesa dell’infanzia; che è intervenuta spesso, anche in interventi televisivi recentissimi. Ad esempio sabato mattina su La7 dove si è sentita apostrofare da Rizzo che le ha appunto detto “ .. io so di chi tu sei nipote…” .
Insomma, alla faccia della correttezza e dell'equilibrio, Famiglia Cristiana, come altre anime candide, contro chi, e a favore di chi conduce la sua crociata?
Contro gli abusi all’infanzia, contro la povertà e lo sfruttamento dei bambini rom e in favore della salvaguardia dei diritti dell'infanzia tutta o in favore di Luisa Santolini e la mancata nomina a presidente di commissione?
E tutto ciò cui prodest ?
Quanti bambini salva l'oltranzismo miope del pregiudizio e quanti una poltrona diversamente cristiano-cattolica?
Che tristezza.