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sabato, 28 febbraio 2009

Barack O...boom.Quanto durerà la sbornia Obambolama?Brividi corrono per le schiene del mondo 
[a cura di  praticomondo]

Barack_Obama_King_of_Neverland

nel mese di febbraio, l’indice che misura la fiducia dei consumatori degli Stati Uniti redatto dal Conference Board tocca i minimi storici scendendo a quota 25 punti, contro i 37,4 punti di gennaio.[evidentemente gli Americani sanno che l'effetto "obambolama" non funziona di fronte ai bisogni concreti]

 


 

Nel quarto trimestre -6,2%. È il peggior risultato dal 1982, provocato dalla discesa di consumi ed esportazioni. Mini-crescita nel 2008 (+1,1%)

Il ritiro dall'Irak Il presidente Barack Obama ha annunciato che entro l’agosto del 2010 finiranno tutte le azioni di combattimento in Iraq anche se tra i 35mila e i 50mila soldati potranno restare nel Paese sino al 2011 a sostegno del governo iracheno e delle forze di sicurezza. "L’Iraq non è ancora sicuro", ha detto Obama in un discorso nella base dei marine di Camp Lejeune nel North Carolina, aggiungendo che restano all’orizzonte dei giorni difficili ma che la sua amministrazione intende ritirare tutte le truppe Usa dall’Iraq per la fine del 2011. A sei anni dall’ingresso nel Paese delle forze a guida americana per estromettere dal potere Saddam Hussein, l’annuncio rappresenta una mossa storica nella guerra impopolare che è costata enormemente sia in termini economici che di vite umane all’America (4.250 soldati morti) e che ha segnato la presidenza di George W. Bush, oltre che la percezione degli Stati Uniti nel mondo.

Sarà stata la maledizione del giuramento sbagliato, e ripetuto senza telecamere e in gran segreto, sarà perché a fare troppe promesse, e a inneggiare all’era nuova, si rischia grosso in quella democrazia compiuta che sono gli Stati Uniti d’America, ma Barack Obama è stato costretto ieri a dire «Yes, I screwed up», sì, ho fatto una cazzata; poiché l’argomento era la rinuncia del suo mentore e amico, Tom Daschle, difeso a spada tratta come ministro ideale della Sanità, e poi obbligato al ritiro per una questione di tasse non pagate, la figuraccia è seria, altro che dream team e nuova era di responsabilità.
Le scelte sospette erano cominciate con Bill Richardson, governatore del New Mexico scelto per il Commercio, costretto ad abbandonare ancora prima dell’insediamento del presidente a causa del suo coinvolgimento in un’inchiesta aperta da un grand jury federale su alcuni episodi di corruzione. Martedì Nancy Killefer, responsabile della verifica sul budget federale, aveva ammesso di aver evaso le tasse per una collaboratrice domestica nel 2005, e aveva lasciato il posto, costringendo così alla resa anche di Daschle, accusato di non aver dichiarato centoventimila dollari durante la sua attività di lobbysta per Alston&Bird, uno dei primi cinquanta studi legali degli Stati Uniti, e per UnitedHealth Group, un gruppo assicurativo molto attivo proprio nel settore della Sanità. Proprio della Sanità avrebbe dovuto diventare Segretario Daschle, secondo i desideri di Obama. Il presidente ce l’ha fatto invece a far confermare Timothy F. Geithner, ex governatore della Federal Reserve di New York, al Tesoro, nonostante le prove di un’evasione fiscale poi sanata, ma è un incarico già macchiato e compromesso.
Il fatto è che Barack Obama dell’outsider ha solo la retorica, aiutata dal colore della pelle, ma è un vero insider, anzi è il principe dei lobbysti, nel senso di uomo dei poteri e degli interessi più forti. Dodici segretari e sottosegretari sono della stesa pasta, primo William Lynn, esponente dell’industria delle armi, nominato numero due del Pentagono con l’incarico di presiedere il comitato per l’acquisto delle armi. Capito il conflitto di interessi? Ma Obama non ha rinunciato a Lynn e agli altri.
Il ministro del Tesoro, il criticatissimo Geithner, e il superconsigliere Lawrence Summers, sono legati a Citigroup, e alle banche di Wall Street responsabili in grande parte dell’attuale tremenda crisi economica. Tra le promesse elettorali già abbandonate naturalmente spiccano le iniziative cosiddette pacifiste e di distensione. Basta avere l’attenzione di separare la propaganda delle dichiarazioni dalla realtà delle decisioni e la parola terribile, continuità, spunta. Obama aveva promesso il richiamo delle truppe in Irak «entro un anno», ora parla di «ritiro sostanziale» di un numero non precisato di soldati, mentre gli strateghi del Pentagono spiegano che una parte delle truppe Usa rimarrà almeno fino al 2011.

Aveva enfaticamente annunciato la fine delle operazioni di «rendition», i rapimenti segreti all’estero di presunti terroristi e il loro trasferimento in altri Paesi, dove verrebbero torturati, ma nel decreto presidenziale, si limita ad auspicare la fine di queste pratiche. In Afghanistan non si capisce ancora se la grande operazione annunciata per sconfiggere i talebani avrà o no un seguito.
Infine, certa di aver dimenticato numerosi altri bluff e «cazzate» varie, come quella tanto strombazzata sull’aborto, che è un mero ripristino, come ai tempi di Bill Clinton, del finanziamento alle organizzazioni favorevoli alla pratica, vi invito a seguire la stampa americana. È già pronta ad azzannare il dream president, per fortuna.

 


 

IL CASO CITIGROUP - La banca Citigroup ha raggiunto un accordo con il Tesoro americano per «convertire una significativa porzione» (circa 25 miliardi di dollari) dei suoi titoli privilegiati in azioni ordinarie: la partecipazione statale nel suo capitale salirà dall’attuale 8 al 40%. Il Tesoro può arrivare a controllare fino al 36% di Citigroup, ma Washington ha fatto sapere che l'accordo non comporta un aumento dell'investimento pubblico. Anche un altro grande azionista, Gic (Government of Singapore Investment Corporation), convertirà a 3,25 dollari per azione contro i 26,35 dollari previsti nell'accordo iniziale. A gennaio 2008 Gic aveva acquistato 6,88 miliardi di dollari di azioni privilegiate e convertibili con un dividendo annuale del 7%.

Un operazione costosa e sicuramente inutile.Non è una nazionalizzazione e non serve perciò a produrre un effetto rassicurante sui risparmiatori e sui mercati finanziari e non salverà neanche la CityGroup (l'accorpamento di Merryl & Linch è ancora un boccone oscuro e letale )

 


 

Il segretario agli esteri ,Madame Clinton ,va in Cina a chiedere al PCC di mantenere e sottoscrivere altri titoli del Tesoro (Treasure bonds) americano afferma che i diritti civili non sono importanti quanto la situazione economica gravissima degli USA.Va via da Pechino e si pavoneggia come maestra dei diritti civili.I cinesi dicono a Washington :- Ci pugnalate alle spalle...

 


 

Obambolama dice :-Faremo piangere i ricchi con nuove tasse! ( avrà conosciuto Bertinotti &C. ?).Dove li acchiapperà i ricconi? Alle Cayman,ad Aruba oppure alle Bahamas? Bene per la sua abbronzatura ma male, molto male per il dollaro,la FED e gli investimenti privati .

Barack Ob... oom !

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