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martedì, 24 luglio 2007

Personaggi nel Pratico Mondo:Clementina Forleo 
[a cura di  praticomondo]

Clementina Forleo nasce a Francavilla Fontana,Brindisi  43 anni fa

I suoi genitori, scomparsi due anni fa in un incidente stradale, erano anche loro molto noti: suo padre, Gaspare Forleo, fu sindaco della cittadina; sua madre, Stella Bungaro, insegnante di francese.
Alla sua famiglia era particolarmente legato il senatore di Alleanza nazionale Euprepio Curto. «Conoscevo molto bene sua madre – ricorda – che è stata mia insegnante. Ho un grande ricordo di lei, del suo carattere forte e affettuoso al tempo stesso. Anche quando sono diventato parlamentare, mi trattava ancora con lo stesso atteggiamento energico. Una volta mi riprese, sorridendo, perchè avevo parcheggiato male la mia vettura davanti alla sede della mia segreteria politica, nei pressi di casa sua. Mi disse che ero un 'automobilista indisciplinatò».

I punti salienti dell'attività professionale di Clementina Forleo e le sue scelte

La giudice Forleo, ex poliziotta, non è alla prima sentenza. È l’erede di Italo Ghitti nella seconda fase di Mani Pulite. Nelle sue mani sono passati procedimenti spinosi, inchieste per tangenti, per terrorismo interno (la strage di piazza Fontana ultimo atto), per terrorismo internazionale. Ha rinviato a giudizio Marcello Dell’Utri. Ha fatto arrestare il telefinanziere Giorgio Mendella, ha messo in carcere l’ex fiscalista Fininvest Massimo Maria Berruti, attuale deputato di Forza Italia. Ha messo nel suo mirino Giulio Tremonti, accusandolo di evasione fiscale. Ma è stata anche generosa con la richiesta di assoluzioni. E un po’ fantasiosa quando doveva motivarle. A casa tutto lo stato maggiore dei Ds, che così uscì definitivamente da Tangentopoli. Assolto alla fine perfino Bettino Craxi, ma solo dopo i funerali e con questa spiegazione: ¬è notoriamente morto e i procedimenti penali nei suoi confronti non possono che essere archiviati per estinzione del reo». Ha fatto liberare per un cavillo di competenza territoriale l’Imam di Cremona, ritenuto terrorista di un certo rilievo. Lei, giudice a Milano, dove la competenza territoriale era ai confini del mondo. Ha liberato due albanesi accusati di utilizzare minori per compiere piccoli furti e chiedere l’elemosina, sostenendo che i ragazzi erano piccoli sì, ¬ma consenzienti». Ha assolto due rumeni dall’accusa di violenza sessuale a Milano. Pistola in pugno avevano sorpreso due fidanzati a scambiarsi effusioni all’Idroscalo. Prelevarono la ragazza, la portarono via e la violentarono. Lei però non fece denuncia (ma la fece il fidanzato), e a loro fu trovato un bigliettino con il numero di telefono della ragazza. Nel dubbio, secondo coscienza, assolti perché non era sicuro ¬che la ragazza non fosse consenziente». Sempre prudente e tormentata la giudice Forleo. Ma decisa in altri casi. Fece arrabbiare i radicali e le figlie di Enzo Tortora, non accogliendo una loro denuncia per diffamazione nei confronti di Gianni Melluso, il pentito che aveva infangato il nome del presentatore tv. Ora manda assolti tre gentiluomini che ci avevano spiegato di non essere terroristi: ¬gli americani sono come i nazisti. Noi come gli alleati che liberarono l’Italia dal nazismo». Ma certo, non si può discutere la giudice Forleo. Clementina di nome e di fatto. Se lo facessimo, ci querelerebbe. Viva la giustizia di un paese così.

"Estendere tale tutela penale anche agli atti di guerriglia, per quanto violenti, posti in essere nell'ambito di conflitti bellici in atto in altri Stati e a prescindere dall'obiettivo preso di mira, porterebbe inevitabilmente ad una ingiustificata presa di posizione per una delle forze in campo, essendo peraltro notorio che nel conflitto bellico in questione, come in tutti i conflitti dell'era contemporanea, strumenti di altissima potenzialità offensiva sono stati innescati da tutte le forze in campo""avevano come precipuo scopo il finanziamento, e più in generale il sostegno di strutture di addestramento paramilitare site in zone mediorientali, presumibilmente stanziate nel nord dell'Iraq...""erano organizzati sia la raccolta e l'invio di somme di denaro, sia l'arruolamento di volontari, tutti stranieri e tutti di matrice islamico-fondamentalista" ma "non risulta invece provato che tali strutture paramilitari prevedessero la concreta programmazione di obiettivi trascendenti attività di guerriglia da innescare in detti (cioè in Iraq, ndr) o in altri prevedibili contesti bellici, e dunque incasellabili nell'ambito delle attività di tipo terroristico"tra l'altro Ansar Al Islam è "un’organizzazione combattente islamica" priva di "obiettivi di natura terroristica".
Clementina Forleo, giudice per l'udienza preliminare - Milano

La decisione di Clementina Forleo si poteva anche capire, se si fosse fermata a considerare insufficienti le prove a carico degli imputati di terrorismo. Invece ha voluto motivare “politicamente”, ricorrere a una visione giurisdizionalista della gestione delle vicende internazionali, della pace e della guerra: un’opinione, e per giunta un’opinione infondata. Visto che il documento dell’Onu cui ha fatto riferimento non è mai stato approvato. E’ proprio qui il fondamento del giustizialismo, una visione dei rapporti tra politica e magistratura in cui le parti vengono invertite, fino a pretendere che le scelte di politica estera siano l’automatica esecuzione di un “diritto internazionale” e che alla magistratura e non agli elettori spetti di giudicare i governi. La magistratura è caduta in questa trappola, quella militante per pregiudizi ideologici, quella corporativa per la difesa del ruolo e dei privilegi di casta, e questo la porta a inoltrarsi sempre di più in un vicolo cieco. Anche quando Cesare Previti o il conflitto d’interesse non c’entrano niente. La malattia ormai è evidente, e altrettanto chiaro il rimedio che sarebbe necessario: una netta separazione tra la funzione inquirente e quella giudicante. Se il magistrato di merito, infatti, viene trascinato nel processo di politicizzazione innestato dal partito delle procure, perde l’indipendenza, la serenità, la terzietà che sono indispensabili a quella funzione. Solo apparendo immune da ogni pregiudizio il giudice può anche, in coscienza, prendere decisioni giuridiche in contrasto con il comune sentire. Se si immerge nella contesa politica, invece, perde autorità e libertà

Sotto le luci della ribalta ci è tornata venerdì 8 luglio 2005, mentre era in giro per Milano. Alle 17 circa, infatti, nei pressi di Piazza San Babila, alcuni controllori dell'Atm, l'azienda trasporti di Milano, fermano un viaggiatore senza biglietto. E' un extracomunitario, che risulta poi immigrato irregolare. L'uomo fugge, arriva una pattuglia delle polizia che alla fine lo ammanetta. Mentre sta avvenendo quest'ultima fase della vicenda, la Forleo, avendo ravvisato delle violenze sull'uomo, si mette a protestare violentemente, qualificandosi subito come magistrato. Brutalità e prevaricazione, secondo la Forleo, avevano animato gli agenti. Isteria, invece, secondo il sindacato della polizia, aveva animato il giudice.

Ora il CSM con il suo Presidente ed il suo Vice Presidente vogliono intimidirla ma vi assicuro non ci riusciranno ...

Prat


Commenti
#1   24 Luglio 2007 - 09:03
 
Prat...non amo la magistratura...la ragione è immaginabile...ma questa volta spero veramente che la Forleo abbia le palle e non si faccia intimidire...saluto
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#2   24 Luglio 2007 - 11:41
 
Stai pur tranquilla che ce le ha... anche perché immagino che l'avesse messa nel conto prima di subire questi attacchi...
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