Forse è l’innata attitudine all’ostensione della faccia tosta che ha ispirato l’atteggiamento dell’ex presidente del consiglio Prodi durante un’intervista addomesticata di Sky tg 24.
Le affermazioni del personaggio sono state tutte basate su ricostruzioni orientate a dimostrare la bontà delle sue scelte politiche per la moneta comune malgrado i fatti stiano volgendo finalmente a dimostrare il grande imbroglio dell’euro per i cittadini europei.
Il Prodi continua invece a sostenere che se non avessimo avuto l’euro avremmo dovuto subire chissà quali svalutazioni della lira. Quindi si danno due casi:
Primo caso) La banca d’Italia non lo ha informato della politica monetaria della BCE. Non si rende conto di cosa sta succedendo alla moneta della comunità europea. Inoltre non ha curiosità per i fenomeni economici e quindi non si informa e non legge documenti alla portata di tutti in grado di dirci perché ci sia questo aumento generalizzato dei prezzi.
Secondo caso) Sa che la BCE controlla solo l’8% della produzione di massa monetaria e quindi che non è in grado di sostenere il cambio della moneta neppure forzando gli stati europei alle più rigorose politiche di bilancio, ma non lo considera un problema. Quindi quando riconosce che c’è volatilità elevata nel valore dell’euro attribuisce le cause al “mercato”. Sa che la BCE in questo momento sta facendo una politica di inflazione acquistando dollari sul mercato per mantenerne il cambio e quindi facendo crescere la massa monetaria in Europa a livelli notevolmente inflazionistici, ma non se ne cura. Sostiene che il rigore della politica di bilancio degli stati aderenti all’euro della BCE serve a conservare il valore della moneta che i governanti italiani (tra cui lui) non sarebbero stati in grado di perseguire se fossimo rimasti con la lira.
Nel corso dell’intervista fa poi una descrizione di come siamo entrati nell’euro che fa a pugni con le idee che se ne sono fatti gli italiani. Secondo la sua ricostruzione:
Avrebbe avuto uno screzio con Aznar (presidente del consiglio spagnolo dell’epoca) che sosteneva che l’Italia non aveva i conti a posto e quindi non doveva entrare nell’euro. Per fortuna Chirac gli avrebbe detto che non si poteva fare l’unità europea senza l’Italia.
In Italia invece pensiamo che: Prodi sia andato da Aznar per dirgli: siamo tutti e due con i conti fuori posto, mettiamoci d’accordo per farci ammettere lo stesso. Solo che non si era informato e Aznar gli ha risposto che lui i conti li aveva sistemati. Naturalmente questa possibilità è più credibile. Se non altro non si capisce perché sia andato subito da Aznar che non gli sarebbe stato amico, mentre vanta la simpatia di Chirac.
Infine il motivo per cui siamo stati ammessi è che abbiamo (con la manovra straordinaria che tutti ricordiamo sulla nostra pelle) accettato un cambio sottostimato della lira sul marco e quindi abbiamo ripianato (tra l’altro) il deficit della Germania che si era verificato per la riunificazione tedesca e per le spese sostenute per investimenti nell’Europa dell’Est economicamente fallimentari, ma finalizzati a consolidare l’unificazione.
Non solo per gli esperti di macroeconomia, ma anche per i commercialisti che si occupano di fusioni, quando stabiliscono le parità tra le azioni delle società che si fondono, è chiaro come sottostimando il cambio si sia dato luogo al riversamento di ricchezza dall’Italia all’Europa. Prodi non pensa di averci caricato un bel fardello economico sulle spalle senza averne vantaggi.
Non mi sembra un atteggiamento giornalistico serio e professionale aver intervistato Prodi senza contraddittorio.