Un saluto da Artur Nura e ben trovati alla corrispondenza consueta di "Passaggio a sud est" del sabato sera. Vorrei iniziare la mia corrispondenza su portare delle notizie dall'Albania in vista della tradizionale collaborazione multi dimensionale con Europa occidentale e dopo in modo particolare nel campo economico con Italia.
Per iniziare vorrei informare che il presidente della Repubblica d'Albania, Bamir Topi, ad invito del Presidente d'Israele, Simon Peres, ha partecipato alla conferenza internazionale con tema "Al confronto dell'Indomani" organizzato in memoria del 60-ssimo anniversario dello stato d'Israele.
Il Presidente Topi nel suo intervento nella conferenza ha portato all'attenzione dei presenti la storia tollerante degli Albanesi al confronto delle diverse religioni ed in particolare al confronto degli Ebrei stessi.
Personalmente vorrei portare all'attenzione degli ascoltatori di Radio Radicale un riassunto del suo intervento a quella conferenza, quale secondo me porta una verosimile percezione della maggioranza degli Albanesi al confronto sia del tema delle religioni sia del tema degli Ebrei.
A cominciare giudico opportune ad informare che il presidente dell'Albania Topi ha dichiarato che l'appello di costruire un futuro comune dei popoli e delle nazioni deriva non solo dall'antichità dell'umanità ed I libri stanti, ma sopratutto dovrebbe derivare dall'appello dei figli nostri tutti e delle generazioni che ci seguiranno.
Il futuro spetta a tutti - ha detto Topi nel suo intervento aggiungendo che quel futuro non conosce ne' confini ne' limiti politici e religiosi. La missione, le strategie, le politiche dei fondamenti del futuro comune non dovranno essere virtuali, anzi dovranno essere integrate ed orientate alla prosperità dei popoli, basate sull'esperienza lunga e giusta della storia e delle civiltà.
Il Presidente Topi appellando che i fallimenti della convivenza tra le nazioni dovrebbe servire per un futuro migliore per tutti, affermando che secondo Lui l'integrazione di tutti gli attori internazionali, stati, nazioni, religioni, realtà politiche, linguistiche, culturali e globali in questo processo importante potrebbe veramente fondare una nuova civiltà della pace, liberta e del rispetto reciproca della certezza e degli interessi comuni.
Il Presidente Albanese parlando dell'Albania e gli Albanesi ha affermato che loro credono e contribuiscono alla collaborazione internazionale, all'integrazione inter-statale, alla globalizzazione e le dinamiche dello sviluppo comune di tutti.
Informando delle relazioni d'Albanesi con gli Ebrei, Topi ha portato all'attenzione dei presenti l'epoca della fine della seconda guerra mondiale, quando Albania ha avuto una presenza forte degli Ebrei sin della prima della Guerra, - aggiungendo pero che in quell'era nessun ebreo è stato consegnato, denunciato alle autorità naziste. Anzi - ha affermato il Presidente Topi - Albania ha saputo difendere non solo i suoi cittadini dell'origine Ebrea, ma ha offerto rifugio, protezione e sicurezza a centinai d'altri Ebrei arrivati dall'Austria, Germania e altri stati geograficamente vicini con Albania.
Nel concretizzare la storia degli Albanesi al confronto del tema Ebrei, Il Presidente dell'Albania ha portata una storia reale di un cittadino Albanese dell'antica città di Kruja, - simbolo della resistenza di Gjergj Katriot Skanderbeg contro l'occupazione Ottomana - quale ha potuto dare il benvenuto alla sua casa a dieci ebrei minacciati dal regime nazista dell'era in Albania.
"Quando i nazisti si sono avvicinati alla casa, lui ha mandato gli Ebrei a nascondersi sotto il tetto della casa sua e gli Ebrei in panico naturale hanno chiesto che se in caso che Tedeschi potevano bruciare la casa quale sarebbe la loro fine!? L'Albanese - ha continuato il Presidente Topi - per dare coraggio ed affidibilita a loro ha fatto mandare anche suo figlio con loro sotto il tetto."
In effetti, la storia reale di quell'Albanese semplice ha dimostrato, come tanti altri durante quell'epoca, il valore di un antico codice spirituale della affidibilita degli Albanesi al confronto degli ospiti ed amici, oppure al confronto della gente in bisogno ed io vlevo condividere il significato di questa storia reale sia con il mio presidente della Repubblica d'Albania sia con i nostri ascoltatori.
Ma continuando la mia corrispondenza con lo stesso argomento vorrei aggiungere che il presidente dell'Albania concludendo non solo argomento con questa storia individuale certificata ha aggiunto - Albania d'oggi, uno stato laico, e piena d'esperienze di convivenza tradizionale di valori rari e della liberta, tolleranza ed armonia religiosa, panorama che dimostra gli attributi e la qualità dell'Albanese e la sua identità storica nazionale, quale li fa percepire questi eventi e fenomeni non come contraddizioni che dividono la sua personalità e la società.
L'Albania guarda al suo futuro Euro-Atlantica - ha continuato il Presidente Topi il suo intervento aggiungendo che secondo gli Albanesi questo concetto è una pietra dei fondamenti della democrazia globale ed e' l'unica via garantita della prosperità economica, pace sociale, affidibilita reciproca, la liberta dei valori fra i popoli, nazioni e civiltà del nostro piccolo mondo.
In effetti, quanto detto fin ora lo conferma anche la notizia pubblicata dal portale in lingua italiana www.albanianews.it quale informa che a Tirana tra il 19 e il 21 maggio 2008 sara tenuta una conferenza sul ruolo dell'Albania nel aver protetto gli ebrei perseguitati durante la seconda Guerra mondiale.
La conferenza, intitolata "L'Albania, gli albanesi e l'Olocausto: il contesto di una straordinaria mini-causa", è organizzata dal Dipartimento di Storia dell'Università degli Studi di Tirana insieme all'Istituto di Ricerca sull'Olocausto d'Arnold e Leona Finkler dell'Università Bar-Ilan in Israele ed è patrocinata dal Colliers International, un'azienda di consulenza immobiliare nella regione dell'Europa sud orientale.

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