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sabato, 24 maggio 2008

Riflettere su cosa penseremmo e come reagiremmo se fossimo al loro posto? 
[a cura di  ArturNura]

Questo è una parte del testo relativo alla corrispondenza realizzato per il programma "Passaggio a Sud Est" di Radio Radicale, [sabato 24 maggio]

Siamo ora la momento della corrispondenza da Tirana di Artur Nura che salutiamo e con il quale vogliamo cominciare parlando di immigrazione in Italia, del cosiddetto "pacchetto sicurezza" approvato dal governo Berlusconi e dei rischi di xenofobia e di razzismo che emergono in Italia.

Un saluto come di consueto da Tirana sia te Roberto sia i nostri ascoltatori nostri. A proposito del tema xenofobia in Italia vorrei affermare che oggi giorno secondo la mia opinione è piu razionale lottare non per il rispetto dei diritti umani fondamentali, ma per le responsabilità dell'uomo e delle istituzioni.

In altre parole penso che più che concetrarsi al rispetto dei diritti degli altri, noi dobbiamo essere coscienti delle cose che facciamo al confronto degli altri e riflettere su cosa penseremmo e come reagiremmo se fossimo al loro posto.

E' stato detto che il "pacchetto sicurezza" adottato dal governo italiano non è indirizzato contro una nazionalità o contro una etnia, ma contro i delinquenti. Il problema principale che secondo me si deve porre il governo italiano è tuttavia un altro e cioè quale possibilità d'attuazione e quale efficacia avranno i provvedimenti adottati.

L'assalto ai campi nomadi di Napoli o l'aggressione ad un ragazzo albanese a Roma segnalano di certo una situazione esplosiva. Il rischio di un'intolleranza xenofoba è ormai presente nelle fasce sociali più deboli e può avere conseguenze incontrollabili.

Eppure l'Italia, dall'alto della sua gran civiltà e cultura, non ha saputo fare nient'altro che dettare regole "standardizzate" per monitorare i flussi migratori invece che garantire il libero movimento delle persone.

In effetti, secondo me, l'insediamento di un governo di centro destra invece di creare una cultura di base propensa all'accettazione dello "straniero", alla condivisione della propria terra con altri popoli e al rispetto dello stile di vita di popoli differenti per le loro origini e le loro esigenze, rischia di incentivare una reazione razzista almeno in diversi individui e in gruppi sociali e politici.

Ma, considerando tutto questo sviluppo anche come una responsabilità della società italiana stessa, vorrei ricordare a chi se lo è scordato che la storia insegna che se si dimentica il passato si rischia ripeterlo e la cosa di certo non è giusta.

Quindi, oltre a discutere degli immigrati clandestini o no sarebbe giusto che gli italiani guardassero il passato quando essi stessi hanno vissuto difficoltà immense sociali e politiche come emigranti in America, in Belgio, in Germania ed altrove in tanti altri Paesi.

Ma secondo te, gli italiani sono razzisti o no?

Personalmente credo che gli italiani generalmente non sono né xenofobi, né razzisti, però applicare delle politiche dure nei confronti degli immigrati, potrebbe suscitare reazioni di questi tipo a chi già è ostile nei confronti degli stranieri. Ed appunto, prendendo spunto dagli incidenti che sono avvenuti ultimamente è giusto che chi dirige una nazione assuma delle responsabilità politiche.

L'euro-parlamentare romeno Adrian Severin giacché porterà il caso dei rom e romeni in Italia al Parlamento Europeo, ha parlato di veri e proprio "pogrom" che stanno avvenendo in Italia contro le comunità romene, di leggi "razziali", ma soprattutto di messaggi mediatici che fanno confusione tra rom e romeni, tra criminalità ed etnia.

Sinceramente parlare di "pogrom" e di "leggi razziali"a me sembra eccessivo e sbagliato. Però è vero che nei confronti dei romeni e degli albanesi c'è un pregiudizio piuttosto diffuso, nonostante la stragrande maggioranza di quelli che stanno in Italia vivono e lavorano normalmente e tranquillamente...

Personalmente al riguardo della xenofobia italiana al confronto degli albanesi vorrei ricordare alcuni episodi storici da cui dovrebbero trarre degli insegnamenti gli intolleranti che aggrediscono gli albanesi o anche i razzisti che spingono per imporre delle politiche proibizioniste e feroci contro gli immigrati.

Vorrei portare una riflessione proponendo agli ascoltatori di Radio Radicale la dichiarazione dell'ambasciatrice d'Israele a Tirana, la signora Amira Arnon, che in un'intervista al giornale albanese "Shqip" ha affermato che se anche altre nazioni e stati avessero fatto quello che hanno fatto gli albanesi con gli ebrei, certamente la storia ebraica e quella dell'umanità sarebbe stata meno dolorosa durante la seconda guerra mondiale.

Vorrei far notare che stiamo parlando di una nazione a maggioranza musulmana. Eppure gli albanesi hanno rischiato la loro vita, per cercare di proteggere gli ebrei durante l'occupazione nazista. Per di più si tratta della stessa nazione albanese che dopo la caduta del fascismo ha protetto anche i soldati italiani che scappavano dal terrore nazista che li considerava traditori.

Questo è successo ai padri e ai nonni degli esponenti politici italiani di centro destra che ora al potere vorebbero magari applicare una politica dura e repressiva contro gli immigrati tra cui ci sono anche gli albanesi nipoti di coloro che hanno salvato tanti soldati italiani durante la seconda guerra mondiale.

Per concludere vorrei informare questi "intolleranti" ed in particolare quelli che sostengono la maggioranza di centro destra che ora è al governo, che oggi giorno in Albania esistono circa 200 mila cittadini della etnia Albanese di Chiami che sono considerati ingiustamente dalla Grecdia come collaborazionisti dell'esercito italiano durante l'occupazione fascista, furono espulsi con violenza terribile dalle loro case e dai loro territori in Grecia, e molti vennero anche uccisi per questa colpa.

postato da: ArturNura alle ore 14:50 | link | commenti (3)
categorie: amicizia, destra, attualità, centrodestra, artur nura

Commenti
#1   24 Maggio 2008 - 22:00
 
Formulo un'ipotesi per uscire da una contrapposizione (che non condivido, ma che non mi crea problemi), e per superare le sentenze cui si tende quando si giudicano i popoli. Nella mia ipotesi non ci sono commenti personali, solo una riflessione redatta in forma scritta. E con l'augurio che nel Pratico Mondo si possa leggere qualche riga di Fedro senza scontentar nessuno.

Cosa accadrebbe se se provassimo a valutare i fenomeni, i fatti e gli episodi di cronaca esaminando la realtà dei fatti e non formulazioni pregresse?
Forse ci avvicineremmo alla verità e al dialogo?
Io lo credo difficile, ma possibile.
Di solito invece tendiamo a definire e classificare ciò che accade applicando le nostre categorie e le nostre convinzioni perchè vogliamo trovare una certa interpretazione dei fatti.
In questo caso, allora, può accadere che finiamo per ripetere, ribadire, ritornare a frugare per vedere se troviamo quello, e solo quello, che vogliamo noi, ossia sempre le stesse cose: ma non troviamo nulla.
Il mondo cambia, il tempo modifica ogni cosa: ma noi ci fissiamo sulle solite categorie (e solo su quelle che conosciamo) e, finchè l'indizio osservato non coincide proprio con una di quelle nostre amate e rassicuranti categorie, non lo accreditiamo.
Concludo la mia ipotesi; per questa strada facciamo tutti la vita senza luce del galletto della favola di Fedro che cercava in un letamaio qualcosa da mangiare, trovò invece una perla (magaritam repperit), ma non sapeva che farne e continuò a frugare... in sterquilinio...
"Ego, autem, cibum , non divitias, diligo" ossia, liberamente tradotto, preferisco il mio cibo alle ricchezze: quella ricchezza è la verità, è la bellezza della verità in questo caso.

saluti
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#2   24 Maggio 2008 - 22:13
 
Stiamo parlando delle stesse nazionalita e le sue storie rispettive d'emigrazione quale comporta tanti episodi difficili e drammatici che non hanno a che fare con la nazionalita rispettiva, ma con la vita d'emigrante! Questa vita d'emmigrante durante i secoli risulta per tutte le nazioni difficile e drammatica e purtroppo ha portato anche componenti della criminalita quale secondo me non ha appartenenza nazionale, ma altre cause; E' certo che d'Albanesi criminali esistono ovunqe come dappertutto e quelli non c'entranno per niente con la vita di quell studente bravo Albanese che lo hanno pichiato soltanto perche Albanese! Certo che gli italiani emmigranti si comportavano onestamente, ma tra di loro c'eranno anche dei criminali ed all'epoca appunto per colpa di questi ultimi ai Ristoranti di lusso non permeteva d'entrare solo i cani ed italiani. E questo di certo che non era giusto, come non e' giusta la storia di quei altri poveri Albanesi onesti che stanno per subire altri atti di razzismo...
Poi,se parliamo di societa sviluppate come questa Italiana c'entranno in qualche modo tutti e tutto. Stiamo parlando del potere politico d'oggi in Italia che lo e' anche erede di quella che durante la guerra occupo' Albania e lascio i soldati italiani in quelle condizione che solo gli Albanesi hanno potuto slavare la loro vita.
“Those who cannot remember the past are condemned to repeat it” (George Santayana, The life of reason, 1905)

Questo vale per tutte le nazioni credo...anche quella Albanese.
e cordiali saluti!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ArturNura

#3   24 Maggio 2008 - 22:34
 
Ecco perchè non ne usciamo.
La logica rimane sempre quella:
ego autem cibum, non divitias diligo...
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