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mercoledì, 11 giugno 2008

I Rom ed Egiziani dell'Albania 
[a cura di  ArturNura]

Questo è il testo relativo di una parte della corrispondenza realizzato per il programma "Passaggio a Sud Est" di Radio Radicale, [ mercoledi 11 giugno]


Un saluto da Artur Nura da Tirana per gli ascoltatori della Radio Radicale. Si cominciare questa corrispondenza e parlando della storia dei cittadini Rom nei territori Albanesi dei Balcani, dobbiamo affermare che è vero che la presenza dei Rom nella regione è antica.

In effetti, questa presenza deriva sia dai romanticismi nomadi all'antica sia ovviamente agli spostamenti legati a conflitti diversi, persecuzioni o ricerca di lavoro, arrivando ai giorni d’oggi in cui le statistiche ufficiali non offrono dati attendibili sulla consistenza numerica di questi gruppi etnici in tutta la regione Balcanica.

E' importante notare che anche da queste parti c’e confusione tra i cittadini Rom e quelli Egiziani, rispettivamente in lingua Albanese i Gabelli e gli Jevgjiti che vengono considerati la stessa coa!

Questo è successo dalla causa della lunga dittatura comunista in Albania, in cui le differenze tra i gruppi etnici, linguistici e culturali erano proibiti.

 

Simili situazioni ci sono state anche in Kosovo e Macedonia per questi gruppi di cittadini, ma di certo che in Albania questo stereotipo era molto piu forte a quell’epoca dove l’unica differenza formale fra la gente consisteva nel fatto di essere comunista oppure no e chi non era pro comunista era discriminato e finiva anche in prigione. Questa politica assurda ha portato che gli unici di tutte le minoranze che non potevano nascondere la loro origine erano i Rom e gli Egiziani sia anche per il colore della loro pelle, sia per il loro modo di vivere da nomadi separati dal resto della popolazione.

Gli altri si sono autodichiarati minoranze: greci, macedoni, montenegrini ed altri, soltanto con l’arrivo negli anni 90 della democrazia in Albania. Durante la dittatura hanno goduto di un livello economico e politico simile a quello della maggioranza Albanese, giacché il principio di base era essere patriota comunista ed iscritto all’unico partito politico ammesso.Durante quel periodo, almeno in Albania, che conosco meglio, questi gruppi sociali anche per la loro tradizione abitavano in modo separato dal resto della società sfidando la dittatura che voleva tutti a tutti i costi insieme, collettivizzati e controllati.

Situazione attuale

Ora che in Albania e negli altri territori Albanesi dei Balcani c'è la democrazia si è verificato che le altre minoranze stanno avendo tutto e da tutto, a parte questi due gruppi su cui si sono sviluppati tanti proggetti finanziati dall’Europa e da altre organizzazioni internazionali, pero si vede chiaramente che Rom ed Egiziani non hanno potuto approfittare come le altre minoranze.

In effetti, questa differenza fra loro e le altre minoranze dovrebbe essere conseguenza del fatto che dietro le altre minoranze c’e’ sempre uno stato che finanza, sostiene e controlla il rispetto dei loro diritti umani e civili ed il rispetto degli standard europei.

 

Ci sono stati che sfruttano la loro posizione geopolitica piu favorevole e certo anche quella economica. Ma, al caso dei Rom e degli Egiziani succede che loro non avendo nessuno stato dietro (e questo succede anche nel caso degli egiziani, visto la posizione difficile dell’Eggitto) cercano di sopravivere sia conservando la loro tradizione culturale e linguistica, ma anche approfittando della maggioranza Albanese che a dire il vero essendo una nazione sempre vissuta in difficoltà non è ne’razzista ne’xenofoba...


postato da: ArturNura alle ore 18:51 | link | commenti (2)
categorie: attualitĂ , artur nura

Commenti
#1   13 Giugno 2008 - 13:44
 
In Kosovo press a poco c'è la stessa situazione, ma la differenza c’e’ sempre stata tra I Rom ed Egiziani al confronto della minoranza Serba e non la maggioranza Albanese che rappresentava il piu di 90 % dell’intera popolazione della regione sotto la Serbia. In effetti, questa configurazione è cambiata dopo i bombardamenti NATO in Serbia del 1999 quando la popolazione albanese aggredì le comunità dei Rom e degli Egiziani perché, secondo loro avevano collaborato con gli invasori Serbi. In effetti, secondo diverse fonti d’informazione pubblica le autorità internazionali hanno cercato di aiutare i Rom e gli Egiziani in diversi casi facendole spostare nelle aree controllate dai Serbi. Poi sia durante i bombardamenti NATO sulla Ex Jugoslavia sia con il ritorno degli Albanesi e l’arrivo delle truppe NATO in Kosovo sono stati tanti i Rom e gli Egiziani che hanno cercato di rifugiarsi oltre il confine del Kosovo andando prima in Macedonia ed in Albania e dopo in Europa. Per fortuna la situazione recente in Kosovo sembra migliorando ed ora questa Comunità ha i suoi rappresentanti anche al parlamento del Kosovo e gode dei diritti umani e civili in base agli Standard Europei. La cosa sembra che ha spinto le autorità di alcuni paesi Europei a fare il possibile per rimpatriare questi gruppi in Kosovo. Il caso piu significativo e quello tedesco dove i ministri degli Interni dei Lander hanno rifiutato di ritirare la minaccia di rimpatriare con la forza alcune delle migliaia di profughi fuggiti dal conflitto del Kosovo. Questa strategia è ancora in vigore e non soltanto in Germania cosa che significa che circa 60.000 persone rischiano di essere rimandate forzatamente in Kosovo, la maggior parte dei quali sono Rom ed Egiziani Kosovari.
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#2   13 Giugno 2008 - 13:45
 
Secondo il mio parere nessun fenomena e' una dimensionale! C'e' da riflettere sulla situazione. Pero e' vero che loro rispettano la loro tradizione di vivere come nomadi nel tutto il mondo! Per esempio In Macedonia secondo l’ultimo censimento, i Rom rappresentano il 2.66% dell’intera popolazione multi etnica del Paese. Secondo questi dati pubblici il numero dei Rom in Macedonia ammonta a circa 55.000, anche se anche questo dato può essere discutibile gli stessi fonti fanno sapere che di questi circa 17.000 sono senza lavoro e altri circa 14.000 non riescono a soddisfare le proprie necessità principali. Anche in Macedonia come dappertutto nei Balcani i bambini dei Rom ed Egiziani si iscrivono alle scuole primarie, ma poi non le portano a termine e solo un numero molto modesto di loro arriva ad essere iscritto alle Università. Grazie ai diversi progetti che sostengono una precisa quota a favore di questa comunità nelle università della regione, per favorire la loro educazione, e aggiungendo qui le possibilità di numerose università private, gli studenti universitari Rom sono aumentati, pero molti di loro non arriveranno mai alla laurea. Un aspetto che favorisce questa situazione complessa è anche la povertà. Le occupazioni più comuni tra i Rom sembrano essere il piccolo commercio, il riciclaggio di rifiuti, mendicare ed il fatto che le donne lavorano tradizionalmente nelle pulizie domestiche. In effetti, molti di loro si lamentano di non avere la possibilità di procurarsi i libri di testo e questo porta che spesso i ragazzini Rom vengono iscritti a scuola con molto ritardo oppure che alcuni genitori non li iscrivono per niente. Questi casi mostrano che è impossibile per molti genitori sostenere queste spese anche se ovunque nei Balcani ci sono numerosi progetti e organizzazioni che lavorano sul tema dell'educazione dei bambini rom. Nel frattempo il parlamento macedone ha approvato ed il presidente ha firmato la controversa legge sull’utilizzo delle bandiere delle minoranze. Secondo un’importante elemento dell’Accordo di Ohrid, di questo diritto formalmente dovrebbe godere anche la minoranza dei Rom quale ha la possibilità di esporre la sua bandiera in un Comune Macedone.
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