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lunedì, 23 giugno 2008

La Fabbrica Degli Asini E' Colpa Dei Genitori? 
[a cura di  nereide1]

logo_edunetdi Annarita Ruberto

Riporto di seguito un articolo dell'11 giugno 2008, letto sul Giornale.it e firmato da Luca Doninelli. 

Il punto interrogativo presente nel titolo di questo post è mio, mentre è assente in quello originale che suona piuttosto come un'affermazione. La mia, infatti, vuole essere una domanda, rivolta ai lettori per conoscere il loro punto di vista al riguardo.

Le prestazioni dei nostri studenti non sono apprezzabili, lo dimostrano le indagini internazionali quali le ormai famose OCSE-PISA e altre di casa nostra quali il 1° Rapporto sulla qualità nella scuola 2007, che ha analizzato tutti gli istituti italiani valutando i risultati scolastici degli alunni, i livelli di istruzione, la gestione del personale, la funzionalità di servizi ed edifici. Leggetelo perché è molto interessante.

Potete consultare, in merito, ulteriori approfondimenti a questo indirizzo.

La scuola italiana, si diceva, è sotto accusa da tempo per questo...ma dobbiamo chiederci onestamente se le responsabilità sono ascrivibili soltanto alle sue componenti.

La famiglia, i genitori, come si collocano in questa situazione?

L'articolo del Giornale.it , che sottopongo alla vostra attenzione, vuole suscitare una riflessione collettiva sul ruolo della famiglia nei riguardi dell'Educazione, che non può essere demandata completamente alla Scuola, alla quale si deve invece richiedere esclusivamente la qualità dell'Istruzione insieme a quella condivisa dell'Educazione.

Ma leggete l'articolo...

***

Finita la scuola, da un tg nazionale apprendo che non solo i ragazzini ma anche i loro genitori non ne possono più dei compiti delle vacanze. È rivolta.
Ecco una notizia veramente interessante. Si apre una finestrina piccola sulla vera tragedia dell'Italia, però al tempo stesso viene da ridere.
Chi di noi non ha odiato i compiti delle vacanze? Trenta versioni di latino, trenta di greco, cinquanta esercizi di algebra, cinquanta di geometria, e in più leggere «I Malavoglia», «Il fu Mattia Pascal», «La luna e i falò», «Dubliners», «L'importanza di chiamarsi Ernesto», «L'apologia di Socrate».
Ma come faremo a goderci le vacanze? Lo dicevamo già noi, che senza andare al mare o ai monti ci accontentavamo delle feste di paese, delle scorribande per la campagna, delle avventure per fiumi e stagni, di un bacio estorto dietro il carrozzone di una fiera itinerante o il ticket office di un autoscontro.
I compiti delle vacanze erano relegati alle ore impossibili, dalle due alle cinque del pomeriggio, dentro il solo spicchio di luce che filtrava ronzando tra le ante della persiana semichiusa «per tenere fuori il caldo».

Il fastidio di tutte quelle ascisse e ordinate, consecutio temporum, aoristi, considerazioni scritte sui moti del '20 e '21, coseni e semprecaromifù diventa, una volta cresciuti, un ricordo caro, un segnavia di un cammino che, bene o male, abbiamo compiuto.
E i genitori a controllare. Non che sapessero un'acca di latino, però ci tenevano. E la versione di oggi dove sarebbe?, ah sarebbe questa? Com'è che sembra tutta quella di ieri? Oppure: è arrivata la nipote della vecchia signora Pullini, sai la professoressa? E mi ha detto che ti vedrebbe tanto volentieri per capire a che punto sei col greco.
Ma tutto questo è archivio, storia, trapassato remoto. Il genitore adesso sta dalla parte del figlio. Ma cos'è questa storia dei compiti? La prima quindicina di luglio lo mandiamo in America per perfezionare l'inglese, poi si parte tutti per le Seychelles, al dieci di agosto cominciano le gare sportive: dove li mettiamo i compiti?
Aiutarli? Figuriamoci. Dove la chiudiamo questa parentesi tonda? Diobono, ma perché poi tutte queste parentesi? Viene prima la quadra o la graffa? A me per fare i soldi bastano le due operazioni, addizione e moltiplicazione (le altre due le lascio al mio commercialista). Eccetera.

È cambiata la vita. La scuola è diventata una scomodità, e in una società in cui la comodità è un valore primario, la scuola somiglia sempre più a un rudere del passato. Un'incongruenza. Questo Paese non vuole proprio saperne di modernizzarsi.
Già. E la vecchiezza, la decrepitezza, dove stanno? Stanno in questo: che la scuola, da che esiste, ha senso perché continua, in altro modo e con altri mezzi, l'operazione educativa della famiglia, che è - semplicemente - quella di tirare su il bambino e aiutarlo a diventare un uomo.

Da un certo punto in avanti, la famiglia da sola non è più sufficiente, i problemi inerenti all'educazione si fanno più complessi, la trasmissione del sapere richiede nuove energie. Perciò si mandano i figli a scuola. Che ha, tra i suoi compiti, quello di costruire un argine all'istintività, non per eliminarla ma per renderla costruttiva. Si chiama moralità.
Se però i genitori, in nome della comodità, si mettono a difendere l'istintività contro quell'argine, allora la scuola non ha più nessuna ragione di esistere. Se il familismo amorale domina, la scuola non ha più armi educative: diventa un parcheggio. Meglio chiudere.

***

 

postato da: nereide1 alle ore 14:01 | link | commenti (3)
categorie: scuola

Commenti
#1   23 Giugno 2008 - 17:24
 
Trovo curioso l'inalberarsi sui compiti nel nome del "godere le vacanze".
Le tasche italiane verdeggiano, all'insegna della frase "bambole, non c'è una lira!" e tuttavia ci si ostina si ostina a identificare l'estate con la vacanza.
Chiudo l'ouverture amarognola per andare al centro della questione.
Che i compiti delle vacanze siano una palla micidiale, scusatemi il termine, è di tutta evidenza. Se l'amaro calice è necessario, pazienza; sarà trangugiato. Ma il problema non è questo. Secondo me l'errore è fomentare una contrapposizione (che c'è) tra famiglia e scuola.
Chi scrive l'articolo è bravo e brillante; ma mi permetto di illuminare gli angoletti della questione.
E' stato Fioroni a suonare la grancassa contro i genitori. A dire che i genitori fanno da sindacalisti ai figli. E qualche volta è vero. Però i rapporti non si sono deteriorati solo tra famiglia e scuola.
Chi va ad una visita medica inveisce contro il medico che lo fa attendere; chi va a prendere l'aereo inveisce contro la compagnia, chi parla di politica lo fa per individuare il corrotto di turno (e di politica non capisce una beata granita di limone): siamo un popolo di piccoli Travagli dai dentini affilati ed assetati di sangue?
Non rischiamo di fare anche peggio? (Travaglio sì...)
Insomma le famiglie se la prendono con la scuola e sbagliano clamorosamente.
Ma la scuola come risponde: aumentando il sale nella minestra: più compiti, più bocciature, più ostilità e meno dialogo.
E' colpa grave dei genitori il remare contro l'istruzione. Però la scuola è costituita da intellettuali: la reazione dovrebbe essere più alta e intelligente.
Se i compiti sono necessari, è utile anche un corso d'inglese ad esempio.
Insomma io direi che Fioroni continua a far danno, e non mi stupisco.
E non è vero che nessun genitore aiuta i figli nei compiti; nella mia famiglia la nipotina sta passando dalla materna alla prima elementare: con tanto di librone di esercizi ... (pseudo-aste, pseudo-cerchi, pseudo-farfallline da disegnare unendo i puntini e non...) tutti assistono stupefatti tra ohhhh di meraviglia e per ora lei è felice; però...

E infine: qualcuno ha presente lo stato d'animo di due giovani genitori (sui quaranta o giù di lì) ancora e sempre con contratto a progetto e cococò e che quando arriva l'estate non sanno (perchè questi contratti si fanno scadere di solito ad agosto...) se a settembre lavoreranno ancora?
No?
Io ci penserei, perchè è problema diffuso.
E invece ci hanno legato per le zampe e noi ci becchiamo come i capponi di Renzo.

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#2   23 Giugno 2008 - 17:32
 
OPINIONI SUI COMPITI DELLE VACANZE

[..] La Fabbrica Degli Asini E' Colpa Dei Genitori? di Annarita Ruberto Riporto di seguito un articolo dell'11 giugno 2008, letto sul Giornale.it e firmato da Luca Doninelli. Il punto interrogativo presente nel titolo di questo post è mio, mentre [..]
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#3   23 Giugno 2008 - 18:02
 
Concordo, Maria Serena. Hai toccato, come sempre, le questioni fondamentali.

...e sull'ouverture amarognola non posso darti che pienamente ragione!!!

Quella descritta nell'articolo è la vacanza di chi "puote" non certo quella della media degli italiani che si arrabattano per sbarcare il lunario...
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