"/>
Salutando i nostri ascoltatori vorrei partire con la situazione politica in Albania che è stata attraversata nelle ultime settimane da una grave crisi politico istituzionale che ha coinvolto il presidente della Repubblica, il parlamento e i membri della Corte Suprema.
Questa crisi è scoppiata nel momento in cui sono stati presentati al parlamento cinque decreti presidenziali con i nomi dei 5 candidati alla Corte Suprema.
Secondo la Costituzione albanese la nomina dei membri di questa Corte deve essere proposta dal presidente della Repubblica sotto forma di decreto presidenziale e deve essere approvata a maggioranza semplice dal parlamento.
Il presidente Topi aveva presentato le sue candidature al parlamento albanese nei primi giorni di maggio, ma le candidature sono giunte all'ordine del giorno solo il 19 giugno, dopo forti pressioni da parte dell'opposizione del centro sinistra.
In effetti, il 19 giugno nell'aula del parlamento è accaduto una cosa mai visto prima. Nessuna delle candidature è riuscita ad ottenere i voti necessari alla nomina. La votazione a scrutinio segreto non ha portato a nessuno dei candidati più di 40 voti!
Subito dopo l'elezione dell'attuale Presidente della Repubblica, Bamir Topi, l’opposizione di centro sinistra aveva da temuto che il Partito Democratico del Premier, Sali Berisha, avrebbe tentato di mettere sotto controllo politico la Presidenza della repubblica, questo poiché Topi in precedenza era stato presidente dello stesso gruppo parlamentare e poi proposto e votato dalla stessa maggioranza di centro destra.
Come si può capire facilemente da quello che abbiamo appena detto la situazione sembra invece al contrario molto diversa vista la battaglia tra le due maggiori istituzioni politiche dell’Albania, cioè il Presidente della Repubblica ed il primo ministro.
Secondo diversi analisti la bocciatura dei decreti presidenziali rappresenta una violazione dell'indipendenza della Presidenza della Repubblica e un tentativo di controllare anche la Corte Suprema.
Dello stesso parere si sono detti anche i rappresentanti dell'opposizione, che hanno definito lo scontro istituzionale come l'aspirazione di Sali Berisha a controllare tutti i poteri ed in modo particolare i membri della Corte Suprema.
Il presidente Bamir Topi da parte sua ha espresso in modi diversi la propria indignazione nei confronti del suo ex partito ed ha considerato la non approvazione parlamentare dei suoi decreti come un'esecuzione politica nei confronti delle illustri candidature dei giuristi proposti alla Corte Suprema.
Secondo diversi opinionisti la bocciatura dei decreti Presidenziali non costituisce semplicemente una crisi istituzionale tra il presidente ed il parlamento, ma conferma un conflitto tra il premier Berisha, leader del Partito Democratico, e il suo ex vice ora presidente Topi.
Per ora è stata istituita un'apposita commissione presso la presidenza della Repubblica, che sta raccogliendo i pareri dei partiti politici con lunghe consultazioni secondo alcuni opinionisti non del tutto trasparenti.
In questi giorni sono stati resi pubblici 105 nuovi nomi di candidati che si prevede avranno una migliore sorte dei primi, mentre finora i due principali partiti politici hanno reso note soltanto le condizioni per delle candidature accettabili.
Questo e'una parte della mia orrispondenza del programa "Passaggio a Sud Est" d Radio Radiale
