Quando la vita umana conta abbastanza poco da essere barattata con il conformismo, la moda, il costume, la convenienza, il consenso, l’inclusione, la mentalità allora vuol dire che non basta più nemmeno un cambiamento politico, ma abbiamo bisogno di una rivoluzione morale.
In pochi anni si è affermata una convenzione sociale in base alla quale sono stati sdoganati una serie di comportamenti, di abitudini e di tendenze che prima erano universalmente riprovati.
E, citando senza bisogno di fare graduatorie, siamo passati dai funerali in cui si piangeva a quelli in cui si applaude, dall’invito a rispettare la decenza all’esibizione dell’indecenza, dal sospetto nei confronti di pedofili alla celebrazione del loro disagio a vivere in una società che non li capisce, dall’orrore per chi violenta al rimprovero per chi non rispetta la sessualità diversa, dalla generale riprovazione per l’uso di droghe al sorrisetto accondiscendente.
Passando all’ambito educativo in senso stretto, ossia alla scuola, si è passati dal grembiule (che si può lasciare in archivio), al pantalone da cui fuoriesce il sedere (tanto vale chiamarlo per nome) per ragazze e ragazzi. E, sempre a scuola, si è passati da un generale e condiviso biasimo per ogni droga alla arrendevolezza compiacente (“…ma, sai, anche gli amici dei miei figli…!”), al fingere di non vedere a… la condivisione (in gita, nell’intervallo ecc) del fumo che comunque oggi solo i protervi ostinati allucinati tossicamente corretti si ostinano a definire leggero e altre sostanze diffusissime.
Non serve una lunga disanima: le famiglie trovano SOLO nella roccaforte degli anziani un aiuto
sia materiale, sia assistenziale, sia… morale. Di “morale” non si vuole più sentir parlare: tutto e di più è stato sdoganato. Però ci si ricorda della “morale” per disinnescare e delegittimare chi si appresta a fronteggiare e combattere con convinzione la pedofilia;allora ci si ricorda di foto, di esperienze nello spettacolo o si va a rovistare nella mondezza mediatica alla ricerca di prove. E queste prove cosa dimostrano, o meglio cosa mostrano? Molto meno di quello che le nostre incoscienti e indifese adolescenti esibiscono e non solo sulla spiaggia. Molto meno o assolutamente nulla rispetto alla vergognosa esibizione di sé, dei propri divorzi-aborti-esperienze-di-sessualità- diversa esibite tra applausi e gridolini, tra sorrisi e annuimenti compiaciuti in un qualsiasi idiota talk-show.
Molto meno, anzi nulla di quanto la pubblicità, tra profumi e mutande, esibisce dei nostri idolatrati calciatori, manzi da passerella ed affini.
Nel frattempo i nostri adolescenti e giovani hanno subito e restituiscono comportamenti aggressivi e disinibiti, hanno condiviso profondamente e senza freni i modelli corrompenti e negativi. Vanno per il mondo senza nessuna precauzione, guidano a velocità assurde, adottano mode che li ostentano praticamente nudi. Le ragazze abortiscono a quattordici-sedici anni, i ragazzi subiscono offerte e disinvolti approcci e lusinghe di adulti senza freni, e soprattutto tutti fanno un uso incosciente e continuo di superalcolici e di droghe di tutti i tipi. La vacanza non è vacanza senza sballo. Un viaggio è verso le località dove lo sballo è organizzato. La vita è una dimensione estraniante in cui l’impegno, il lavoro e lo studio sono vissuti come una pausa necessaria e noiosa tra uno sballo e l’altro. E c’è sempre il cellulare o la chat con cui evadere, anche da scuola, anche da casa, anche dal lavoro per tenere i contatti e organizzare lo sballo successivo.
Si è cominciato col la trasgressione del week-end e adesso si cerca quella di ogni sera.
Alcuni adolescenti particolarmente attratti dal macabro seguono la moda “emo” (informatevi con precauzione, è una pratica che può anche farvi stare male anche solo leggendo o in foto e video su you tube).
C’è anche la droga cyber che si scarica coi files audio: che fantastica opportunità.
Non sono mai stata catastrofista, credo però che tutto ciò porti alla distruzione di una generazione e che solo una profonda e faticosa, ma pacifica rivoluzione morale possa salvarci e salvarli.
Credo inoltre che la responsabilità di chi continua spingere verso la china della sia gravissima.
E mi chiedo se anche gli ambienti cattolici, Famiglia Cristiana compresa, non debbano interrogarsi su problemi seri. Se serve una crociata è sulla sopravvivenza di una generazione che sta per essere trasfomata in una anemica e svuotata larva che sopravvive e non vive.
Non sottraiamoci alle nostre responsabilità.