C’è un modo sicuro ed efficace per far perdere di vista le cose importanti: gettare clamore su altri problemi, molto pungenti, ma di minore rilievo.
Un esempio? Tra poche settimane aprono le scuole e i veri problemi per le famiglie e gli studenti, in particolar modo delle classi iniziali (prima elementare, prima media, prima superiore) sono i seguenti:
1 la composizione della classe
2 la continuità didattica dei docenti sulle classi
3 la competenza dei docenti
Il primo punto è essenziale: per fare un esempio spicciolo quando iscriviamo un bambino in prima media potrebbe essere utile sapere se nella classe si sono bilanciati ed equilibrati non solo i livelli di partenza del profitto (deducibili dalle schede delle Elementari), ma anche le culture e le provenienze dei bambini. Se vogliamo lavorare sull’integrazione non possiamo fare preferenze, e le classi devono avere una struttura omogenea anche per consentire agli insegnanti un carico di lavoro equo, ma soprattutto per agevolare i ragazzi di origine italiana o meno, di religione cristiana o no.
Il secondo punto è dolente; l’avvio di un anno scolastico in una buona scuola dovrebbe vedere i docenti già al loro posto e con una programmazione già progettata. Altrimenti le conseguenze si trascineranno per tutto l’anno.
Il terzo punto è sgradito da trattare, ma bisogna essere onesti quando è in gioco una
posta così importante. Un bravo dirigente deve conoscere le sue risorse, deve quindi sapere valutare i docenti (e i dirigenti dovrebbero essere scelti e valutati a loro volta anche su queste caratteristiche professionali). Se gli è difficile, e oggettivamente lo è, far fare salti di qualità al docente meno bravo e meno competente, può però evitare le parrocchiette. Definisco parrocchiette (o sezioncine elitarie) quelle sezioni in cui i professori più esperti convergono, per affinità culturale e didattica, e in cui scelgono di stare creando un ambientino selezionato. Questo ambientino (ne ho parlato in La classe non è doc, l’ebook scaricabile qui su Pratico) tende anche a risucchiare gli studenti meno problematici e più studiosi. Questo crea nello stesso Istituto le buone sezioni e le sezioni stile Alcatraz. Non credo sia il caso di dettagliare.
Invece i media parlano dell’aumento dei libri scolastici e delle spese delle famiglie per i corredi scolastici. Allora i casi sono due. O parliamo di apertura delle scuole anche in termini didattici ed educativi, o continuiamo a riciclare vecchi tg di seconda mano. E le famiglie, dopo aver comunque speso 500 euro di corredo e libri si trovano i figli in classi in cui tutto l’investimento suddetto è comunque vano, in cui il prof non c’è o è un metallaro riciclato, in cui i genitori insorgono se i compiti a casa impediscono l’allenamento a calcio o la palestra, in cui i compagni di scuola dominano con la maleducazione i ragazzini faticosamente educati e in cui una insegnante donna può avere seri problemi se mette una insufficienza ai maschi di famiglia islamica (già accaduto).