Però Gelmini non ha torto.Tolto l’equivoco, rimangono i fatti. I risultati scolastici sono deludenti. E
questo non può valere solo se lo dice l'ex, Fioroni.
Ma soprattutto rimangono le costatazioni non solo delle famiglie, ma ahimè degli insegnanti stessi. Proviamo a osservare la realtà, proviamo a frequentare e leggere, anche su forum telematici, gli interventi con cui continuamente i docenti lamentano la scarsa collaborazione, quando non l’ostruzionismo, di una parte dei loro colleghi e dirigenti in materia di aggiornamento verso l’uso di nuove tecnologie e tecniche di apprendimento, di sensibilità verso le nuove problematiche pedagogiche, di resistenza al confronto e al dialogo.
Sono proprio i docenti più seri e bravi che da tempo si scontrano con queste difficoltà. Non è semplice valutare i docenti, ma non è nemmeno impossibile. Possiamo parlarne invece di seguire una scadente prassi pseudo sindacale di chiusura a riccio e di difesa imprescindibile di una categoria. Parliamone, e non alziamo barriere.
Una richiesta anche a Gelmini: benissimo monitorare la scuola, ottimo però non farlo solo con le statistiche alla mano, ma scendendo nelle scuole. La monnezza va guardata in faccia: è allora che perde volume. Provare per credere. E’ già successo.
Provare anche a riflettere sulla composizione delle nuove classi con forte componente di bambini e ragazzi di culture diverse. Difficile mantenere gli attuali numeri. Occorre calarsi nella realtà: discipline come latino e matematica non si possono trasmettere a 30 ragazzi che a stento comprendono l'italiano, che hanno atteggiamenti problematici, le cui famiglie fanno resistenza a collaborare con la scuola. Eppure l'educazione è una sfida che va affrontata e vinta e l'abbandono scolastico deve essere fronteggiato.