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sabato, 06 settembre 2008

"Passaggio a Sud Est" torna in onda 
[a cura di  ArturNura]

"Passaggio a Sud Est" torna in onda. Dopo la pausa estiva riprendono le trasmissioni della rubrica di Radio Radicale dedicata alla situazione e alla realtà politica dell'Europa sud orientale ed il testo che segue è una parte della mia corrispondenza:

 

Salutando come di consueto sia te Roberto che gli ascoltatori di Radio Radicale, vorrei esprimere il mio piacere per la ripresa della nostra trasmisione “Passaggio a Sud Est” nelle dimensioni regolari.

 

Poi ad analizzare la questione Georgiana al confronto del Kosovo ed il riflesso che potrebbe avere sulla regione Balcanica io credo che dobbiamo affermare che di certo c’e’ chi si e’ dichiarato da profeta, cioe’ nel senso che giudica che la recente situazione Georgiana sta dando ragione piu' in fretta del previsto sul caso Kosovo e le previsioni loro, ma bisogna anche aggiunggere che in generale tutti questi sono soltanto Serbi e Russi.

 

Belgrado che all’inzio ha sentito un senso di rivincita non ha potuto poi nascondere l’inquietudine ed entusiasmo che si e’ spento molto presto! I segnali di sgretolamento territoriale che si sono giunti dal Caucaso: con l'accelerazione del processo di riconoscimento da parte della Russia della secessione di Ossezia del Sud e Abkhazia dalla Georgia, di certo che ha messo in una posizione molto ambigua il picolo aleata della grande e forte Russia, cioe la Serbia.

 

Mentre la Russia non intende formalmente modificare il proprio “no” alla secessione del Kosovo dalla Serbia a dispetto del fresco riconoscimento concesso alle istanze separatiste di Ossezia del Sud e Abkhazia dalla Georgia, la Serbia ci si aggiunge alla lista dei Paesi occidentali favorevoli a suo tempo allo strappo di Pristina quali non pensano di rimettere in discussione quella scelta nonostante i richiami attuali alla intangibilita' dell'integrita' territoriale di Tbilisi.

 

Accettare o meno lo strappo annunciato da Mosca in terra caucasica, in segno di gratitudine al sostegno del Cremlino alla causa serba; o attenersi al contrario alla difesa coerente del principio della inviolabilita' del territorio anche nei confronti di Tbilisi? questo e’ ora la questione Shekspiriano “essere o non essere” della politica e diplomazia di Belgrado

 

- La Serbia non riconoscera' le regioni separatiste georgiane dell'Ossezia del sud e dell'Abkazia. La Serbia non fara' nulla che possa essere contro il suo interesse- ha dichiarato il Presidente Serbo Boris Tadic mentre a Bruxelles.

 

A Tirana la questione Tbilisi Prishtina?

 

Si Aleksandër Prishchepov, l’ambasciatore Russo a Tirana in una conferenza stampa provacata dalle dichiarazioni del Premier dell’Albania, Sali Berisha, tramite cui lui ha acusato la Russia come uno stato agresore contro i picoli paesi come la Georgia, dopo aver confermato che la Russia ed Albania sono due paesi che hanno delle relazioni molto buoni ha anche aggiunto che secondo lui il caso del Kosovo e’ un caso “sui generis”, sorprendendo tutti a Tirana!

 

Poi dopo e secondo diverse opinioni questa dichiarazione ha anticipato la prossima posizione della grande Russia al confronto della volonta dei popoli per la questione di autodeterminazione, cosa che giustamente preoccupa di piu oramai Belgrado e conferma i progetti di Mosca per estendersi la suo zone geostrategica d’influenza politica!

 

Come si fa analizare il paragone fra Georgia ed il Kosovo a Tirana?

 

Si generalmente nei giornali o trasmeissioni tv tutto questo si fa considerare come una messa artificiale in scena dalla parte della Russia. Ci si dice che non c’e’ un paragone seria e fattibile fra il Kosovo ed i casi dell Ossezia del Sud ed Abkasia poiche!

 

In questo dibatitto si sono coinvolti sia opinionisti sia politici quali dicono che se la Mosca non ha usato il suo veto nel Consiglio di Sicurezza all’ONU contro l’Integrita della Georgia, non dovrebbe aver riconosciuto anche l’indipendenza di questi regioni separatiste dalla Georgia.

 

Ci si dice che mentre a Miloscevic era andato tutto l’Occidente a negoziare un modo politico della soluzione della crisi Kosovara – Serba ed e’ stato lui ad ingnorare forzando questi ad imporre la democrazia occidentale in Kosovo, aggiungendo poi che invece nel caso dell’invasione Russo della Georgia non c’e’ stato ne un negoziato fra la Russia ed Occidente!

 

C’e’ chi dice che se c’e’ qualche paragone, paralelsimo tra le due regioni separatiste dalla Georgia ed i Balcani, questo dovrebbe essere fatto con il caso della Repubblica Serbska in Bosnia e non col il caso del Kosovo in cui la decisione relativa della quale e’ stata presa dopo un processo lungo internazionale e con il consenso della maggior parte dei paesi Occidentali.

 

In effetti, se si puo fare un paralelsimo con il caso della Cipro divisa dal 1974 dopo un intervento militare turco a protezione della minoranza turco-cipriota, ma che molto di recente ambe due la parti hanno iniziato i colloqui per cercare di riunificare quest'isola mediterranea e anche questo caso ci si converte in un bumerang delle ragioni artificiali Russe.

 

Dobbiamo conludere quest’analisi sul caso Kosovo complimentando Italia di aver riconosciuto il passaporto della Repubblica del Kosovo ed il fatto che nel frattempo l'Ambasciata d'Italia a Pristina sta per concludere le procedure per il rilascio dei visti per i cittadini del Kosovo che intendono viaggiare in Italia.

postato da: ArturNura alle ore 12:00 | link | commenti
categorie: politici, liberale, attualità, artur nura

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