Lo scrivere su un sito come Praticomondo non è come scrivere su un qualsiasi altro spazio virtuale e nemmeno su una testata mediaticamente accreditata e finanziata. E’ un lavoro che rende conto solo alla propria intelligenza, alla volontà di analizzare, di capire e di trasmettere interpretazioni di ciò che accade intorno a noi; nel profilo del sito tutto questo è sintetizzato : Se un BLOG imita e ripete quello che già scrivono e pubblicano i giornali quotidiani, allora non è un BLOG, ma un compitino fatto a casa col copia-incolla. Un BLOG è una finestra sulla comunicazione, è un modo democratico e libero per interagire in tempo reale con il presente esprimendo opinioni.
Proprio per questo la qualità e la credibilità vanno di pari passo. 
Il discorso sulla scuola, che diffondiamo da mesi e che in queste settimane si vien facendo attuale e serrato, è una dimostrazione di quanto detto. E’ vero ed evidente che numerose manifestazioni hanno avuto luogo, e che alle Camere si discute; è necessario che le opinioni possano e debbano confrontarsi ed è normale che rimangano diverse anche se le parti interessate si sono ascoltate; ma non si può non sottolineare un aspetto che assume contorni ormai grotteschi.
Perché, quali?
E’ presto detto. La crisi finanziaria, pur fronteggiata, incombe; la situazione economica delle famiglie non regge nemmeno la spesa al discount, la realtà drammatica del disagio giovanile ci sgomenta tutti, i risultati della istruzione dei nostri ragazzi (paragonando i dati con quelli di livello europeo, e sono dati ufficiali) sono deludenti a dir poco.
E la scuola come prende atto della realtà economica, come risponde alle ansie delle famiglie che investono in istruzione, come fronteggia la deriva educativa e culturale? E gli insegnanti o le loro associazioni e sindacati quali analisi e progetti, quali proposte hanno delineato per il prossimo futuro dell'istruzione?
Non si può credere che le risposte siano contenute e rappresentate nell’atteggiamento sponsorizzato in tv da sindacati e velleitari rappresentanti del corpo docente nonchè da qualche preside inviperita.
Non è possibile che tutta la scuola risponda : il nostro malcontento ha la priorità su tutto e che i docenti sappiano solo formulare un niet ostinato di melanconica memoria.
Né sembra credibile che l’insieme del mondo professori-genitori-studenti si possa davvero riconoscere unito e imperterrito nella crociata anti-Gelmini.
Che poi sarebbe, come già abbiamo per primi detto ieri, una crociata sprecata: contro una normativa, contro una sorta di maxi-circolare applicativa che mette solo in atto ed evidenza poco più di ciò che è già scritto in precedenti leggi e regolamenti e nella vita della scuola.
Non ci posso, non ci voglio credere.
Qui non c'è posto per il conformismo e la stupidità; invece di questo si tratterebbe.
I problemi si affrontano e discutono, non si va in giro a distribuire parodie, perchè di questo di tratterebbe.
Ma come? L’economia infuria, la formazione pedagogica manca e la scuola sventola la bianca bandiera del corporativismo? Non può essere vero.
Un grembiule non vale una messa (in scena).