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giovedì, 13 novembre 2008

"AntiGelmini",mangime narcotizzato per futuri imbecilli.Questa è l'idea di democrazia che passa nella scuola? 
[a cura di  praticomondo]

Inutili oscenità parascolastiche - Share on Ovi

Sono un genitore milanese di 37 anni, mio figlio frequenta la quarta elementare. Da circa un mese, quando gli chiedo che cosa ha imparato a scuola, le risposte sono: 1) ci hanno fatto fare uno striscione con scritto «Gelmini vattene»; 2) ci fanno scrivere sulla lavagna «Gelmini vattene»; 3) oggi gli insegnanti avevano una maglietta con la scritta «Gelmini vattene». Con mio figlio cerco sempre di non parlare di politica, ma a questo punto, mi sono preoccupato di spiegargli tante cose. Oggi, però, sono decisamente nervoso perché a scuola gli hanno dato un tema: «Cosa pensi della Gelmini?». Cosa fare? Scrivere quello che gli hanno spiegato mamma e papà? Sì, ma se dopo tutti i suoi ottimo e distinto spariscono? Scrivere che la Gelmini è una deficiente? Sapendo che è falso? Gli ho detto di fare il tema evitando di esprimere il suo pensiero ma mi rendo conto che per un bimbo non è semplicissimo.

Se non avessi visto le foto dei cortei, se non avessi visto quei bambini con scritte al collo e gli occhi bassi portati in processione come ostaggi della protesta, se non avessi visto la vergogna delle cartelle sostituite dai cartelli con quegli insulti assurdi e ventriloqui, ebbene, stenterei a crederle, caro Alessio. E invece ho paura sia tutto vero. E quindi ho paura che in queste ore, a Milano, ci siano davvero scolaretti di quarta elementare intenti a cimentarsi con l’ineffabile tema: «Cosa pensi della Gelmini?». Ed è già tanto che la traccia non sia più estesa perché, altrimenti, che cosa sarebbe? Già me l’immagino: «Cosa pensi della Gelmini, considerando che è fessa?». Oppure: «Che cosa pensi della Gelmini, tenuto conto che, come dice lo scrittore Camilleri, “non appartiene al genere umano”?».
Verrebbe voglia di chiamare Telefono Azzurro, se non fosse che Telefono Azzurro, purtroppo, sull’argomento tende a diventare rosso e a non fare nulla. Ma insomma: che cosa volete che pensino della Gelmini i bambini di dieci anni? Risposta ovvia: non dovrebbero pensarne nulla. Al massimo dovrebbero confondere quel nome con l’ultimo dei cornetti Algida. Ma che cosa ne possono pensare, invece, se è stato loro ripetuto per giorni che la Gelmini è l’orco delle fiabe, il Barbablù di Trastevere, la strega che trasforma le scuole in catapecchie e le maestre in mocho vileda?
Capisco il suo dilemma, caro Alessio. Se suo figlio scrive, come tutti gli altri, che la Gelmini mangia i bambini prende un bel voto, ma tradisce lei e la verità. Se non lo scrive, rischia come minimo un castigo esemplare. Che ne so? «Imbratta i muri della scuola con scritte anti-Gelmini». Oppure: «Vai alla lavagna e fai un’espressione: di matematica? No, di disgusto». Come uscirne, allora? Non so se è un buon consiglio, però io gli suggerirei di lasciare il foglio in bianco. Per una volta non sarà un compito meraviglioso, ma almeno evita la gogna. E, comunque, a conti fatti, ci sono più contenuti in quel foglio bianco che nel cervello di certi pseudomaestri.
MG


Commenti
#1   13 Novembre 2008 - 11:49
 
Caro MG
quello che lei scrive è non solo vero (e non mi permetterei di dubitare della sua parola) ma drammaticamente grave e ormai irreversibile.
Il fatto poi che un ex scrittore in piena decadenza come Camilleri, che peraltro ha spesso rappresentato la sua idea di donna, anzi di femmina, come qualcosa non sono di animalescamente funzionale all'uso maschile, ma connotata in un modo con molte esitazioni definirei artistico, definisca Gelmini "non umana" non fa che confermare come ci si ostini ad applicare stravecchi e logori clichè al vero cambiamento e alle problematiche reali.
L'abuso che si sta facendo del ruolo "educativo" (odio le virgolette, ma qui ci stanno alla grande) è gravissimo e ormai ci si chiede come sia possibile continuare a lasciar campo libero a persone che, stravolgendo la loro funzione, stanno usando i bambini e i ragazzi in modo strumentale e facendo perdere preziose settimane e mesi di lezioni.
Ciò che si è perso non si ritroverà: starene certi. Tra poco le vacanze di Natale, poi le pagelle, poi le settimane bianche e infine inizierà la parte più stressante e tesa dell'anno scolastico che volgerà verso la conclusione. I mesi da Settembre a Dicembre sono FONDAMENTALI per lo scolgimento dei programmi. Si sono fatti danni incalcolabili. Che tristezza!
Ma ormai mi sono, personalmente, stancata di ripetere le stesse cose, Cose di buon senso e di trasparenza.
Spero che altri genitori vincano le remore del timore reverenziale verso questi insignanti così singolari e inizino a parlar chiaro.
Qualunque sia la direzione o ispirazione che ognuno vorrebbe per la riforma della scuola non possiamo far pagare il conto alla formazione e alla preparazione degli alunni. Nè grandi nè, tantomeno, piccoli.

Sui contenuti invito chi voglia farlo a rileggere (ma solo per evitare di ripetere) quanto in queste settimane abbiamo già scritto qui su PRATICOMINDO: una delle pochissime (se non sola) voce libera e chiara, aperta al dialgo e al confronto più franco.
E a costatare come le voci chiare e forti abbiano prevalso anche su attacchi meschini e guidati da intenzioni poco apprezzabili.
Le idee (nostre) sono chiarissime: giova ripeterlo?
Cordiali saluti
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