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domenica, 16 novembre 2008

Kosovo, la proposta ONU rifiutata dalla politica Kosovara 
[a cura di  ArturNura]

Corrispondenza diretta dai Balcani

Passaggio a Sud Est", Radio Radicale

Balcani

 

Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha rinviato il dibattito sul Kosovo, e dunque sulla riconfigurazione della missione internazionale dell’UNMIK e il dispiegamento della missione Europea, Eulex.

 In effetti, all’ordine del giorno era stato inserito l’esame del rapporto presentato dal Segretario Generale, Ban Ki-Moon, che prevede una rimodulazione dei poteri delle missioni internazionali, e una parziale ripartizione delle competenze tra il Governo di Pristina e l’Eulex, in sostituzione della UNMIK.

 In particolare il Segretario Generale Ban Ki-Moon ha proposto una suddivisione delle competenze per le forze dell’ordine, le autorità doganali e il sistema giudiziario, materie che passeranno temporaneamente alla missione EULEX, sostituendo la UNMIK.

 All’indomani dell’attesa riunione fino al giorno d’oggi, sono state intavolate delle lunghe trattative tra i rappresentanti dell'UE, degli Stati Uniti ed il Governo di Pristina, rappresentato da Fatmir Sejdiu e Hashim Thaci, secondo i quali questo e’ venuto dopo essere prima d’accordo con Belgrado e senza il loro consenso.

 Infatti sono visti diversi intensi giorni di discussione fra i leader kosovari e i rappresentanti della Comunità Internazionale, e Pristina rifiuta ancora i sei punti del progetto-accordo raggiunto tra ONU, UE e Belgrado per il dislocamento dell'EULEX, in quanto a suo parere il documento minaccia la sovranità e l'integrità costituzionale.

 Tali dichiarazioni da parte di Sejdiu e Thaci arrivano dopo intensi colloqui con i rappresentanti internazionali nel Paese, anzitutto con i diplomatici occidentali accreditati in Kosovo e loro hanno fatto sapere che sono in favore del dialogo quale dovrebbe contribuire all'estensione della missione Eulex, nel rispetto del piano di Ahtisaari, della Costituzione del Kosovo e delle sue leggi.

 Sejdiu e Thaci hanno rilevato che il documento in sei punti proposto dalle Nazione Unite, non e' accettabile per il Kosovo visto che secondo loro nessuno ha il diritto di decidere per il Kosovo oltre le responsabili istituzioni nazionali.

 Il capo della diplomazia dell'Ue, Javier Solana, aveva dichiarato che sperava che il negoziato tra serbi, kosovari e l'Onu sul dispiegamento della missione europea di polizia in Kosovo (denominata Eulex) sfoci in un accordo.

 ''Noi continuiamo a negoziare e spero che prima della fine della settimana saremo pronti per avviare la missione'', ha dichiarato Solana al termine della riunione dei ministri europei degli Affari esteri svoltasi a Bruxelles, pero la fine settimana in cui stiamo registrando non ha portato la notizia voluta da Lui.

 Questo poiche il Governo di Prishtina teme la conferma dello “status quo”, lungo e la fomalizzazione della divisione di fatto del Kosovo da parte degli Serbi e Belgrado! Per concludere dobbiamo affermare che se quanto detto succeda, cioe una spartizione del Kosovo di certo che “la fattura” la dovrebbe pagare non soltanto il Kosovo, ma forse tutti i Balcani cominciando dalla Macedonia e Bosnia...

Artur Nura

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