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domenica, 30 novembre 2008

Ordine e distruzione regnano a Mumbai: a scuola se ne parla? 
[a cura di  Mariaserena]

Quasi 200 i morti accertati tra i quali i terroristi, e oltre trecento i feriti. Nei luoghi devastati in cui è stato portato l'attacco terroristico vengono man mano scoperti nuovi orrori. La notizia appare già metabolizzata nonostante l'assalto in armi prevedesse una strage assai maggiore e fosse rivolto a due grandi alberghi, una stazione e addirittura ad un ospedale .
Parlo con alcune persone che semplificano, che affermano che comunque queste sono le conseguenze del terrorismo islamico, che quando non si da valore alla vita succedono queste cose. Anche i tg parlano tanto, ma non dicono molto di più.
Ma non è vero che non vogliamo saperne di più perchè pre-indaffarati a pre-celebrare un ennesimo Natale convenzionale e nel quale la scelta del regalino meno caro ma utile ha già ingombrato le nostre menti e la nostra buona volontà di uomini in pace. Non è vero che ci gratifichiamo regalando scatolame alla colletta alimentare.
Queste sono le solite lugubri routines cerebrali di noiosi intellettuali che non hanno più nulla da dire e che se la prendono anche con il Natale.
  
E' vero invece che l'attacco terroristico a Mumbai è terminato e l'ordine ristabilito ma nel prossimo futuro potrebbe esserci, e ci è stato minacciato, un altro attacco ad opera di ragazzi intorno ai vent'anni convinti a portare la morte a spese della loro stessa giovane vita.
 
C'è da chiedersi allora cosa i nostri ragazzi, coetanei occidentali dei terroristi, imparino a scuola e all'Università di quelle realtà sociali e culturali nonché storiche, geografiche e politiche; e cosa sanno dell'India. Forse guardano al mondo asiatico come a una terra di turismo esotico, di bastoncini profumati, di sciarpine e pashmine, di oppio.
Ci si preoccupa di fornire ai giovani gli strumenti necessari per orientarsi nel presente e nell'immediato Dharavi Slum, Mumbaifuturo?
Fino ad ieri gli studenti italiani hanno probabilmente sentito informazioni superficiali su India e Cina: due nuovi colossi economici e che sottraggono affari all'occidente e fanno copia/incolla di tecnologie. Forse non sanno nemmeno che là sono state delocalizzate alcune imprese occidentali. La Cina? l'abbiamo intravista per le Olimpiadi. Ma l'India? forse non è nemmeno una vaga nozione geografica e non rappresenta per i nostri studenti l'immensa terra di antichi imperi, di culture e lingue da cui derivano anche le nostre,  di popoli, di religioni, di vestigia antiche.
Forse non hanno ricevuto che una superficiale nozione dell'enigmatica e complessa ex colonia britannica.
Se è così la Scuola e l'Istruzione Universitaria avrebbero, almeno in parte, fallito.
I giovani devono acquisire metodi, ma anche contenuti.
E' ipocrisia definire "nozionismo" ciò che è essenziale conoscere.
L'ordine regna oggi a Mumbai, tra i morti e la disperazione di cui rimangono solo immagini già banalmente definite "commoventi".
In Europa, continuamente sotto minaccia terroristica, regna invece troppo spesso l'inedia dei inadeguati maestri sonnolenti.
postato da: Mariaserena alle ore 15:42 | link | commenti (3)
categorie: terrorismo, scuola, islam

Commenti
#1   01 Dicembre 2008 - 18:31
 
Per i tragici fatti di Mumbai, la politica internazionale ha esortato a non responsabilizzare i Governi per le azioni di non ben identificati gruppi terroristici; il Pakistan, dal canto suo, ha mantenuto un atteggiamento diplomaticamente conciliante, negando ogni sorta di responsabilità per gli accadimenti indiani.
Fatto sta che questi episodi si inseriscono in un contesto già profondamente minato da una enorme sproporzione economico-sociale interna: l'India è un paese di contrasti, che “vive due epoche contemporaneamente”; la divisione in caste è un retaggio da cui l'India riuscirà difficilmente a liberarsi nonostante il rapido processo di crescita economica, che vedrà questa nazione imporsi sullo scenario internazionale nei prossimi decenni.
utente anonimo

#2   01 Dicembre 2008 - 20:00
 
Ritorna la teoria di dalemiana memoria de " i bacini d'odio " nelle analisi dei fenomeni fondamentalisti,la manovalanza del terrorismo..Un bel quadro ,forse ,ma senza cornice ( senza alcun sbocco concreto verso azioni di vera lotta al terribile fenomeno)
Prat Pratico
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#3   01 Dicembre 2008 - 22:58
 
Infatti Prat, sono assolutamente d'accordo; la cornice è necessaria. Ciò che è già difficile da comprendere diventa impossibile senza i dati e la contestualizzazione. Per questo è importante dare ai giovani almeno i cosiddetti fondamentali della conoscenza, e soprattutto dotarli di metodo e contenuti.
Troppo spesso questioni drammatiche vengono liquidate con spiegazioni che le menti non abituate alla riflessione accettano senza perplessità, mentre l'intelligenza critica soppesa e cerca di capire.
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