Quasi 200 i morti accertati tra i quali i terroristi, e oltre trecento i feriti. Nei luoghi devastati in cui è stato portato l'attacco terroristico vengono man mano scoperti nuovi orrori. La notizia appare già metabolizzata nonostante l'assalto in armi prevedesse una strage assai maggiore e fosse rivolto a due grandi alberghi, una stazione e addirittura ad un ospedale .
Parlo con alcune persone che semplificano, che affermano che comunque queste sono le conseguenze del terrorismo islamico, che quando non si da valore alla vita succedono queste cose. Anche i tg parlano tanto, ma non dicono molto di più.
Ma non è vero che non vogliamo saperne di più perchè pre-indaffarati a pre-celebrare un ennesimo Natale convenzionale e nel quale la scelta del regalino meno caro ma utile ha già ingombrato le nostre menti e la nostra buona volontà di uomini in pace. Non è vero che ci gratifichiamo regalando scatolame alla colletta alimentare.
Queste sono le solite lugubri routines cerebrali di noiosi intellettuali che non hanno più nulla da dire e che se la prendono anche con il Natale.
E' vero invece che l'attacco terroristico a Mumbai è terminato e l'ordine ristabilito ma nel prossimo futuro potrebbe esserci, e ci è stato minacciato, un altro attacco ad opera di ragazzi intorno ai vent'anni convinti a portare la morte a spese della loro stessa giovane vita.
C'è da chiedersi allora cosa i nostri ragazzi, coetanei occidentali dei terroristi, imparino a scuola e all'Università di quelle realtà sociali e culturali nonché storiche, geografiche e politiche; e cosa sanno dell'India. Forse guardano al mondo asiatico come a una terra di turismo esotico, di bastoncini profumati, di sciarpine e pashmine, di oppio.
Ci si preoccupa di fornire ai giovani gli strumenti necessari per orientarsi nel presente e nell'immediato
futuro?
Fino ad ieri gli studenti italiani hanno probabilmente sentito informazioni superficiali su India e Cina: due nuovi colossi economici e che sottraggono affari all'occidente e fanno copia/incolla di tecnologie. Forse non sanno nemmeno che là sono state delocalizzate alcune imprese occidentali. La Cina? l'abbiamo intravista per le Olimpiadi. Ma l'India? forse non è nemmeno una vaga nozione geografica e non rappresenta per i nostri studenti l'immensa terra di antichi imperi, di culture e lingue da cui derivano anche le nostre, di popoli, di religioni, di vestigia antiche.
Forse non hanno ricevuto che una superficiale nozione dell'enigmatica e complessa ex colonia britannica.
Se è così la Scuola e l'Istruzione Universitaria avrebbero, almeno in parte, fallito.
I giovani devono acquisire metodi, ma anche contenuti.
E' ipocrisia definire "nozionismo" ciò che è essenziale conoscere.
L'ordine regna oggi a Mumbai, tra i morti e la disperazione di cui rimangono solo immagini già banalmente definite "commoventi".
In Europa, continuamente sotto minaccia terroristica, regna invece troppo spesso l'inedia dei inadeguati maestri sonnolenti.