Antonio de Curtis cesellò un siparietto comico di altissima fattura che torna utile a descrivere le grandi difficoltà di orientamento nella scacchiere politico attuale che il Partito Democratico ed il suo segretario incontano :
"Per andare dove dobbiamo andare,per dove dobbiamo andare?".
Ci sono diverse questioni essenziali sul tappeto per il partito di Veltroni e Fassino e tutte riguardano la stessa essenza del partito .Il mancato scioglimento di questi nodi potrebbe penalizzare non solo gli schemi organizzativi del Partito Democratico ma i suoi stessi assetti fondativi,portando all'orizzonte nuove diaspore o addirittura il suo inglorioso scioglimento.Molto inchiostro è stato versato su questo aspetto ,per semplicità noi riassumeremo in pochi punti:
Rispetto a queste problematiche che coinvolgono il partito e non solo per il confronto interno, Veltroni sembra avere un atteggiamento conservativo ,solo per la sua poltrona di segretario.Egli appare come un piccolo Luigi XV che mantiene il suo trono ,ottusamente ,prevedendo perfino il "diluvio" alle porte.D'altro canto i suoi tentativi bonari di sanare il conflitto interno facendo profitto dello spirto antiberlusconiano lo espone a continue delusioni come nel caso IVA-SKY.Sarà pur vero che il gradimento del governo è sceso di 3 punti ma a breve il trend si capovolgerà ed il governo risucchierà questo piccolissimo gap di consenso.Veltroni rimarrà così il don Chisciotte del "conflitto d'interessi,"ancora più perdente del cavaliere di Cervantes, Una sconfitta annunciata perché quella mitologia tardo-televisiva non sembra entusiasmare più neanche "le folle e moltitudini" giustizialiste e post-girotondine..
Allora il già sindaco della Capitale sarà capace di scioglier i veri nodi sul tappeto ?Con <<pacatezza e serenità >>noi maturiamo un fenomenale dubbio ,altro che Amleto ,caro Uolter!
Prat Pratico

