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domenica, 21 dicembre 2008

Lo scontro Tremonti-Draghi 
[a cura di  luciamerli]

Crisi: Tremonti: abbiamo la cura giusta

tremonti e draghi

Roma, venerdì 19/12/08

Il ministro del Tesoro torna all’attacco del governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi. A pochi mesi da quando aveva dichiarato che le ricette di via Nazionale sono come “l’aspirina per un malato grave”, Tremonti ha spiegato che è colpa dei regolatori se c’è stata la crisi dei mercati finanziari, e spetta ai governi trovare una soluzione.

Arrivando alla riunione informale dell’Ecofin, il ministro ha usato più di una punta di ironia per rispondere ad una domanda sulle ripercussioni della frode colossale perpetrata da Bernard Madoff, osservando: “Menomale che c’era il Financial Stability Forum. Figurarsi se non c’era. I ragazzi hanno fatto un grande lavoro...”.

Proprio mentre il presidente del Fsf e governatore della Banca d’Italia Mario Draghi stava pronunciando la sua relazione davanti ai ministri europei, molti dei quali hanno disertato l’ennesima riunione straordinaria voluta dalla presidenza di turno francese dell’Ue, Tremonti ha rincarato la dose: “È demenziale stare ad ascoltare le lezioni di chi non ha capito nulla o ha capito molto e ha sbagliato tutto”.

E rifacendosi allo stupore della Regina Elisabetta nel corso di una recente visita alla London School of Economics, ha spiegato: “È possibile che nessuno ci avesse avvertiti?”. Senza mai citare Draghi, l’inquilino di via XX Settembre ha poi preso le distanze dalle sue stesse dichiarazioni, spiegando: “Stavo scherzando”.

Ma da Draghi è giunta solo una risposta secca: “Il governatore non commenta queste cose”. Ma non è solo sul Fsf che si sono dirette le critiche di Tremonti. Il ministro ha espresso un giudizio severo anche sulle altre ricette anti-crisi circolate negli ultimi giorni: davanti a questa “crisi fatta con il debito, dal debito” la cura “non va fatta aggiungendo debito al debito”. Sarebbe come “curare con il cognac chi beve troppo whisky”.

In questo momento “quello che manca è la fiducia” e il governo italiano vuole operare tenendo presente che “l’interesse prevalente è la famiglia, il risparmio e non la finanza alla Madoff”. Tanto più che “viviamo in un mondo strano, dove si salva la banca d’affari Goldman Sachs e si fanno fallire la Chrysler e le fabbriche”.

Per Tremonti “ci vogliono altri paradigmi, altro risparmio” e “quando dico risparmio lo dico come categoria etica ossia domanda pubblica, investimenti”. “Abbiamo trascurato gli investimenti pubblici”, ha spiegato, sottolineando come incidenti come il caso Madoff siano “evidentemente fallimento dei regolatori e stia quindi ai governi trovare una risposta”. Tremonti, infine, ha messo in evidenza anche come la scelta della Federal Reserve di azzerare i tassi d’interesse “non sia un fatto economico, ma un fatto politico”, dal valore “altamente simbolico”. E scomodando il pensatore anarchico Pierre-Jospeh Proudhon, ha osservato: “Il modo per realizzare il comunismo è la redditività zero sul capitale”.

postato da: luciamerli alle ore 00:56 | link | commenti (1)
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Commenti
#1   21 Dicembre 2008 - 11:56
 
Trovo che le argomentazioni di Tremonti non facciano una grinza. Credo piuttosto che nella giusta sede abbiano capito, eccome, e abbiano sbagliato tutto di proposito perché così tornava utile. Un caro saluto, Pietro.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente pietroatzeni

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