Italiani, sempre e ancora brava gente
Siamo davvero brava gente. E i più bravi di tutti, coraggiosi, encomiabili e ancora una volta preziosi sono gli operatori della protezione civile e il loro coordinamento.
Bravissimi i medici e i soccorritori alle prese con il dramma nel suo momento più sconvolgente, quello della lotta contro una morte atroce.
Bravi molti dei giornalisti presenti che documentano e testimoniano il susseguirsi dei fatti e delle notizie.
Siamo orgogliosi di questo paese e della nostra gente. Siamo vicini con affetto e partecipazione commossa alla città di Viareggio che tutta è stata colpita dalla tragedia dell’esplosione come da una guerra che ha sorpreso i suoi abitanti nelle case e ha sconvolto la vita di persone che si preparavano, semmai, ai più bei giorni dell’estate, del sole, delle ferie.
Ma non possiamo non registrare alcune incredibili interviste fatte puntigliosamente ai passeggeri costretti a subire ritardi o trasbordi o modifiche nel loro viaggio.
Il piano sostitutivo è stato predisposto mentre ancora alcune persone morivano. Ci sono numeri verdi, siti internet, operatori sul posto a disposizione. Comunque si va: con una linea ferroviaria strategica per le comunicazioni orribilmente interrotta, ma si va.
Seppellendo morti, curando feriti, assistendo sfollati, piangendo ma si va.
Come si può, allora, dare spazio e visibilità al cosiddetto disagio di persone non coinvolte altro che da se stesse e volte solo al proprio particolare?
Come è possibile mandare ripetutamente in onda la Signora Nonsochì che sospirando dice “Sono andata allo sportello a chiedere il rimborso almeno del disagio subito!”
Come dire: tu vuoi soldi? Incommentabile.
Queste persone non mandatele in tv, non hanno capito un accidenti, ma pensano comunque a come profittare della morte altrui; se le lasciate a briglia sciolta manca solo che si mettano a salutare con la manina.